Mandorlicoltura, al via la collaborazione per creare una filiera produttiva

Hanno discusso della valorizzazione delle eccellenze: agricoltori, produttori, ma anche pasticceri, amministratori, rappresentanti di enti ed associazioni

Creare una filiera che possa permettere agli agricoltori di ottenere maggiori vantaggi e abbattere i costi rispetto all’individualismo che pervade e non permette di crescere: questa la proposta lanciata nel corso del seminario sulla mandorlicoltura organizzato nel pomeriggio di ieri al centro Kalat di Campobello di Licata dalla cooperativa Astra di Agrigento insieme al Comune di Campobello di Licata.

Presente una numerosa platea di addetti al settore: agricoltori, produttori, ma anche pasticceri, amministratori, rappresentanti di enti ed associazioni, tutti insieme nel dare il proprio contributo ad una tematica importante e molto sentita, ovvero quella della valorizzazione delle eccellenze e delle materie prime locali e, allo stesso tempo, della creazione di sinergie nel settore agricolo per ciò che riguarda la produzione, la trasformazione e la commercializzazione delle mandorle.

Ad aprire i lavori il sindaco del Comune di Campobello di Licata, Giovanni Picone, il quale ha auspicato che l’incontro in questione fosse solo il primo tassello di un percorso proficuo di collaborazione tra l’ente pubblico e gli agricoltori al fine di ottenere risultati importanti per il territorio e per l’intero settore; a moderare i vari interlocutori invece l’assessore all’Agricoltura del Comune campobellese, Giacomo Gatì.
Tre i relatori che si sono susseguiti sul fronte della produzione: l’agronomo Calogero Insalaca ha delineato quelli che sono i vantaggi che si ricavano dalla produzione di mandorle, definendola “la coltivazione più sicura e redditizia sia in irriguo che in asciutto - per chi ha terreni non troppo argillosi - per tutte le aziende siciliane”; Filippo Marchese, che oltre ad essere un perito agrario è un cultore della mandorla, ha fatto un excursus su quanto avvenuto in tema di produzione nel territorio di Campobello di Licata negli anni, portando anche una piccola parte della sua collezione personale delle diverse varietà e tipologie di mandorle; Ignazio Vassallo, per anni dirigente della Soat di Campobello di Licata, oggi anche referente Slow Food per la provincia di Agrigento, ha invece affrontato il tema dal punto di vista del biologico e su come oggi la produzione stia cambiando metodologia rispetto al passato.

Della trasformazione hanno invece parlato Salvatore Parrinello, titolare di un’azienda agricola che si trova a Sommatino, e Vincenzo Carusotto, proprietario di una pasticceria a Canicattì: entrambi hanno espresso le difficoltà che si riscontrano a causa della concorrenza da parte di chi acquista materie prime non italiane a prezzi più bassi, ma nessuno dei due intende cedere sulla qualità e sulla provenienza della materia prima, con l’auspicio che l’impegno venga comunque ripagato, non solo dal consumatore.

La commercializzazione della mandorla ha visto invece relazionare Diego Guadagnino, presidente della cooperativa Astra di Agrigento e coordinatore in provincia di Confcooperative, il quale ha suggerito ai presenti di trovare la forma aggregativa migliore per creare una filiera sul territorio che sia a vantaggio di produttori e/o trasformatori della materia prima, e Cateno Ferreri, presidente di Apromas – associazione di promozione della mandorla in Sicilia – che, sulla stessa lunghezza d’onda, ha proposto ai presenti di unire le forze per avere una forza maggiore e risultati migliori.

Ad intervenire anche il sindaco di Naro, Lillo Cremona, che si è detto favorevole ad avviare un percorso di valorizzazione che coinvolga i due territori di Campobello e Naro, e Giuseppe Guagliano, presidente del Gal – Gruppo d’azione locale – centro meridionale, propositivo nello sposare le iniziative che nasceranno sul territorio di Campobello, comune tra l’altro inserito nel Gal. 
 

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