Ipab Villa Betania, dipendenti abbandonati e indignati: monta la protesta

Alcuni dei lavoratori: "La nostra indignazione è nei confronti di tutti e in particolare delle autorità civili e ancora di più con sua eccellenza cardinale Francesco Montenegro in quanto conosceva la nostra situazione e non ha potuto/voluto far nulla"

L'ingresso di Villa Betania

Indignati per l'abbandono che - da tutti i fronti - stanno subendo. Sono i dipendenti dell'Ipab Villa Betania di Agrigento, struttura fondata per l'assistena alle persone sole e bisognose. 

"Negli anni '90, qualche politico di turno, come capita nella nostra provincia, ha pensato bene - hanno scritto i dipendenti Mauro Burato, Luisa Trupia, Teresa Salamone e Vincenzina Nobile - di crearne uno 'stipendificio', così da portare la struttura alla rovina. Chi aveva gestito l’Opera Pia con dedizione, amore e gratuità inizialmente provò ad ostacolare il cambiamento negativo, ma il tutto fu praticamente impossibile. Noi dipendenti, chi più chi meno, siamo lì da 20 anni e realmente abbiamo goduto della buona gestione solo per un periodo limitato, così come degli stipendi che sono stati accreditati sempre negli anni con estremo ritardo. E addirittura negli ultimi anni si era pensato di dare assistenza in collaborazione del Comune ai residenti bisognosi del quartiere. Negli ultimi periodi è capitato anche che non avendo liquidità, si è accettata la beneficienza di qualcuno che mettendosi davanti un supermercato prendeva quello che la gente donava, all’insaputa dei parenti degli ospiti che regolarmente pagavano per continuare a dare alla gente ricoverata una assistenza dignitosa - hanno spiegato, con una nota stampa, alcuni dei dipendenti di Villa Betania - . La nostra indignazione è nei confronti di tutti e in particolare delle autorità civili e ancora di più con sua eccellenza cardinale Francesco Montenegro in quanto in diversi modi e maniere conosceva la nostra situazione e non ha potuto/voluto far nulla insieme alle altre autorità. Invece, in questi giorni, assistiamo a un tam tam da ogni dove con in testa la Curia, tutto il mondo sindacale e varie associazioni per invitare tutti indistintamente a partecipare alla marcia che si terrà sabato 25 gennaio contro l’isolamento della provincia. Ci sarà un reale impegno? Oppure sarà la solita cosa giurgintana che coinvolgerà pochi ed interessa realmente solo quelli che avranno il loro tornaconto? Tanto l’agrigentino dimentica facilmente, basta una carezza in periodo elettorale - prosegue lo sfogo di Burato, Trupia, Salamone e Nobile - . Da diversi mesi, i Nas hanno dato la sospensione dell’ente ed il risultato è il seguente: chi non si è mai sporcato fisicamente le mani e prendeva stipendi da dirigente si è potuto sistemare altrove trovando immediatamente altra occupazione,mentre noi che le abbiamo 'sporche' di lavoro, ma abbiamo orgogliosamente la coscienza a posto (pur avanzando 24 mensilità di stipendio) ci sentiamo e lo siamo realmente abbandonati anche dalla chiesa e dalla comunità che ci sta intorno".

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