Coronavirus e riapertura attività, Cna: "Il via libera ufficiale non può essere disposto poche ore prima"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

“Finalmente ci siamo. Dopo una  costante ed incisiva attività di  interlocuzione, sia con le imprese che con le Istituzioni Politiche della Regione, è arrivata l’attesa riapertura”.  CNA Sicilia accoglie con grande favore ed entusiasmo il sollecitato avvio delle attività di acconciatori, centri estetici,  operatori della ristorazione e del commercio al dettaglio che erano ramaste chiuse con l’avvio della Fase 2.

“Da settime lavoriamo sui codici di autoregolamentazione e su documenti condivisi, anche con i sindacati - affermano i vertici regionali della Confederazione - per anticipare la ripresa di questi segmenti produttivi, ovviamente nel pieno rispetto della sicurezza pubblica, le cui prescrizioni non potevano essere quelle, rigidi ed inapplicabili, indicate da Inail e Iss. E ovvio però  che poniamo,  anche in questa circostanza, la questione legata alla tempistica con cui è stato condiviso e messo a punto l’accordo tra Governo e Regioni in merito alle misure restrittive da applicare per evitare che la parabola del contagio riprenda quota. Il via libera ufficiale non può essere disposto poche ore prima. La ripresa di un’attività non è come la chiusura – chiariscono i vertici regionali della Confederazione –  non basta un decreto o un’ordinanza per tornare subito al lavoro. Quello che forse non si è ancora ben compreso - aggiungono - è che le attuali dinamiche politico-burocratiche non rispondono assolutamente ai tempi e alle esigenze del contesto imprenditoriale e del tessuto economico. E le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Il semaforo verde scattato oggi – osservano il presidente Nello Battiato e il segretario Piero Giglione - rappresenta un altro passo importante verso la nuova normalità rispetto al lookdown dettato dall’emergenza sanitaria. La riapertura di queste ed altre attività, pesantemente danneggiate dalla pandemia, va accompagnata e sostenuta dalle Istituzioni, a vario livello, anche in termini di visione nuova e di misure per il  rilancio.  I protocolli  da adottare, resi meno invadenti e più agibili grazie anche al contributo e agli interventi delle parti sociali ma sempre improntate al pieno rispetto della sicurezza pubblica, sono certamente alla base della ripartenza. L’esito del monitoraggio sul campo potrà dirci, qualora le condizioni lo consentano, di apportare successivamente correttivi meno rigidi. Noi ci batteremo, così come abbiamo fatto con la “conquista” delle misure di regolamentazione previste nell’ordinanza di Musumeci che di fatto ricalcano buona parte delle nostre proposte ad eccezione di alcuni punti che vanno immediatamente chiariti – concludono Battiato e Giglione – per mettere le attività imprenditoriali nelle migliori condizioni di riappropriarsi della propria clientela e, ove possibile, di allargare la platea, sempre ovviamente in osservanza di quelle che sono le condizioni sicurezza. Da subito torneremo ad interloquire con il governo nazionale e quello regionale, ai quali chiederemo di imprimere una forte accelerazione rispetto all’utilizzo delle misure economiche previste rispettivamente nel decreto rilancio e nella Finanziaria approvata dall’Ars, ma anche di adottare altri provvedimenti da destinare a categorie  produttive attualmente escluse. Sarà importante, vitale, che gli impegni assunti, che gli annunci si trasformino immediatamente in risorse da destinare alle imprese. Ci interfacceremo anche, attraverso le sedi provinciali, con le amministrazioni comunali per stimolare la messa in campo di tutte quelle agevolazioni che  serviranno a dare ristoro e aiuto alle imprese”. 

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