"Fase 2" e prezzi di barbieri e parrucchieri ritoccati, Confesercenti: "No ad aumenti ingiustificati"

A causa dell'utilizzo dei dispositivi di sicurezza si sono registrati rialzi di pochi euro. Vittorio Messina: "Non è sicuramente il momento, dopo 2 mesi di stop, di far lievitare i prezzi perché il rischio è chiudere per sempre"

A sinistra: il presidente di Confesercenti Vittorio Messina

Andare dal barbiere, dal parrucchiere o dall’estetista era forse - assieme ad una pausa caffè al bar o ad una pizza fra amici - la cosa che è mancata di più durante il lockdown. E ieri, come era inevitabile che fosse, uomini e donne si sono riversati nei centri che offrono i servizi alla persona. Ma nel pomeriggio, tanto ad Agrigento quanto nel resto dei Comuni della provincia, qualcuno ha iniziato a storcere il naso per via degli aumenti registratisi: dalle 2 alle 4 euro. C'è del resto anche chi, ancora, non ha nemmeno percepito la cassa integrazione e chi è in gravi difficoltà economiche.  

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Chi ha aumentato i prezzi del servizio s’è giustificato, con la clientela, parlando dei costi dei dispositivi di sicurezza.

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“Io faccio impresa e quando stabilisco il prezzo di un servizio, lo stabilisco in base ai costi del servizio più un guadagno. Indubbiamente, i costi sono aumentati: incide il costo dei guanti, come del camice monouso. Se poi qualcuno approfitta di questi aumenti, indubbiamente, va perseguito – ha detto, ieri, il presidente di Confesercenti Sicilia Vittorio Messina - . Il taglio dei capelli, un uomo, ad Agrigento lo fa mediamente con 12-15 euro, non è un costo di partenza esagerato del servizio. Bisogna vigilare affinché nessuno approfitti della scusa per fare degli aumenti indiscriminati. Non è sicuramente il momento, dopo 2 mesi di stop, e vale per barbieri, artigiani, commercianti, aumentare i prezzi perché il rischio è chiudere per sempre. In linea di massima un aumento del costo c’è, vigileremo su questi aumenti e cercheremo di colpire – ha garantito Messina - su aumenti ingiustificati. Se si deve pagare qualche euro in più - ha concluso il presidente Vittorio Messina - per garantire la sicurezza sanitaria, ben venga pure però".

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