Zone economiche speciali: inseriti altri due comuni della provincia

Nelle cosiddette "Zes", inizialmente pensate solo per le aree portuali, rientrano adesso i territori di Ravanusa e Palma di Montechiaro

Il municipio di Ravanusa

La Regione Siciliana ha inserito l'area industriale di Ravanusa tra le cosiddette Zes, le "Zone economiche speciali". L'Amministrazione comunale aveva presentato istanza all'Assessorato alle attività produttive nei mesi scorsi per tentare di rientare tra i territori in cui era applicabile questa forma "agevolata" di investimento. Una finestra era stata aperta dal fatto che rispetto alla prima individuazione fossero rimaste libere alcune migliaia di metri quadrati da poter destinare a questo scopo.

Istanza accolta, insieme a quella presentata dal comune di Palma di Montechiaro, consentirà adesso di applicare regimi fiscali agevolati, con lo scopo, almeno in premessa, di attrarre capitali e investimenti. In provincia vi era già la zes individuata per l'ex area industriale di Porto Empedocle.

Le nuove imprese e quelle già esistenti, che avviano un programma di attività economiche imprenditoriali o di investimenti di natura incrementale nella Zes, possono usufruire di procedure semplificate, individuate anche a mezzo di protocolli e convenzioni tra le amministrazioni locali e statali interessate, e regimi procedimentali speciali, recanti accelerazione dei termini procedimentali ed adempimenti semplificati rispetto a procedure e regimi previsti dalla normativa regolamentare ordinariamente applicabile, sulla base di criteri derogatori e modalità individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare su proposta del Ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno, se nominato, previa delibera del Consiglio dei ministri. Posono inoltre avere accesso alle infrastrutture esistenti e previste nel Piano di sviluppo strategico della ZES, alle condizioni definite dal soggetto per l'amministrazione, nel rispetto della normativa europea e delle norme vigenti in materia di sicurezza, nonché delle disposizioni vigenti in materia di semplificazione.
In relazione agli investimenti effettuati nelle Zes, il credito d'imposta è commisurato alla quota del costo complessivo dei beni acquisiti entro il 31 dicembre 2020 nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, di 50 milioni di euro.

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"Ad agosto – spiega in una nota l’assessore alle Attività produttive Mimmo Turano - avevamo promesso tempi celeri per l’assegnazione della quota integrativa e, grazie allo straordinario lavoro della Cabina di regia, della commissione incaricata per la valutazione e della disponibilità e sensibilità degli enti locali, oggi non solo siamo in grado di redigere la proposta integrativa ai Piani di sviluppo strategico delle due Zes, ma di inviare tutto in brevi tempi a Roma al dipartimento per le Politiche di coesione. Stiamo facendo di tutto perché il 2020 possa essere l’anno dell’istituzione delle Zes siciliane".

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