C'è il "sì" al finanziamento, a Villa Galluzzo lavori per una casa famiglia

Il Comune, quale ente appaltante, ha sei mesi di tempo per avviare tutte le procedure per realizzare gli interventi previsti

Via libera alla manutenzione straordinaria della villa Galluzzo, in via Belvedere. L'obiettivo è uno soltanto: adibire l'edificio a "casa famiglia". 

A finanziare i lavori, richiesti dall’istituto delle suore di Maria Ausiliatrice, è stato l’assessorato regionale alle Politiche urbane e abitative. L’intervento è stato disposto dopo che l’ente ha partecipato al bando pubblico per la “predisposizione di un programma regionale di finanziamento per la promozione di interventi di recupero finalizzati al miglioramento della qualità della vita e dei servizi pubblici urbani”. Il Comune, quale ente appaltante, dalla data di approvazione del finanziamento ha sei mesi di tempo per avviare tutte le procedure per realizzare i lavori previsti. La finalità dell’intervento è quello di adibire l’edificio a “casa famiglia”.

L'accademia delle Belle arti dona un pannello di ceramica alle suore salesiane

La villa Galluzzo, così denominata in quanto donata da Stefanina Galluzzo nel 1952 alle figlie di “Maria Ausiliatrice” conosciute anche come suore salesiane, fa parte di un complesso urbano all’interno del quartiere Rabato nel cuore della vecchia “Girgenti”.

Manutenzione di Villa Galluzzo, via libera a progetto di 530 mila euro 

L’edificio è da sempre destinato ad attività sociali ed educative e di recente anche a corsi di formazione in quanto l’istituto è un organizzazione morale attiva da tantissimi anni. Per la particolare collocazione all’interno del centro storico, villa Galluzzo si trova in una posizione predominante rispetto al quartiere di Santa Croce e ha conservato nel tempo tutto lo splendore di una villa liberty, presentando pochissimi segni di interventi deturpanti.

L’intervento sul fabbricato, che si sviluppa su tre elevazioni, può essere da stimolo per il recupero del notevole patrimonio storico-artistico-edilzio che insiste nel centro urbano cittadino e può garantire agli agrigentini una dimensione culturale e sociale che solo la testimonianza storica può trasmettere

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