Treni e pendolari, quando il disagio è all'ordine del giorno

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Treni la cui unica costante è «il ritardo». Quasi sempre «troppo affollati», «sporchi». Stazioni «inaccessibili per i disabili», e «scarsissima comunicazione-informazione rivolta all'utente». Stamattina il mio treno regionale da Agrigento a Palermo Centrale come ogni giorno è arrivato alla Stazione di Roccapalumba - Alia con almeno 10 minuti di ritardo, salito a bordo vista la «Carenza di carrozze nella composizione dei treni (a detta del personale per manutenzione o genericamente per l'aumentato afflusso di utenza)», sono costretto a viaggiare in piedi. Il ritardo di un treno dovrebbe essere per definizione variabile, perché rappresenta un imprevisto, qualcosa che al momento della stesura degli orari delle corse non era stato ovviamente calcolato. Con Trenitalia si possono riscontrare due anomalie in questo senso. La prima è che il ritardo da variabile diventa costante, ovvero ci sono treni che ormai partono o arrivano costantemente con almeno quindici minuti di ritardo. La seconda anomalia è relativa al fatto che il ritardo, in quanto variabile, a volte diventa ancora più variabile. Il treno parte, alla stazione di Montemaggiore Belsito si ferma per far passare il Treno veloce per Catania Centrale!!!!! (con un solo viaggiatore a bordo????????? forse......) poi fa le sue fermate aggiuntive e continua ad accumulare ritardo. A bordo treno tutto tace. In prossimità di Altavilla Milicia (dopo quasi un'ora di viaggio!), si vede finalmente il controllore che passa a controllare biglietti e abbonamenti. Una ragazza chiede informazioni e scopre di aver perso la coincidenza per la metropolitana. Guardo l'orologio, faccio due conti e come previsto avevamo superato i 10 minuti di ritardo iniziale. Quando affermo che il ritardo è a volte doppiamente variabile intendo esattamente questo. Non solo è variabile rispetto all'orario di arrivo del treno, ma è variabile anche a seconda dei punti di vista: per il controllore non esiste, per Trenitalia è di 10 minuti, per la matematica è di 17 minuti. Dopo anni di pendolarismo, trovo questa gestione dei ritardi, il fatto di non potersi sedere e soprattutto della comunicazione in merito ai ritardi fortemente irrispettosa dei passeggeri che pagano per avere in cambio un servizio efficiente. La prossima volta che vado in biglietteria provo anche io ad applicare la stessa creatività anche al pagamento del mio abbonamento: devo pagare €84,00, mi scuso per il disagio e dico che purtroppo ne pago 84 quando in realtà ne pago 42. Dite che accetteranno?

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