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Terravecchia e piazza Ravanusella, il circolo Rabat chiede accessibilità ai progetti

Gucciardo e Riccobene lameterebbero la mancata disponibilità del Comune di Agrigento ad un dibattito pubblico "contrariamente ad altre analoghe precedenti occasioni (raddoppio via Empedocle, via di fuga dal rione Duomo)"

Redazione28 agosto 2012

Daniele Gucciardo e Giuseppe Riccobene del Circolo Rabat di Legambiente, con un "appello pubblico", in merito ai progetti di riqualificazione del centro storico di Agrigento "Terravecchia di Girgenti" e "Piazza Ravanusella", hanno chiesto al sindaco Marco Zambuto - così come è stato fatto per il Pprcs e per il Prg - "che vengano resi integralmente accessibili, mediante pubblicazione sul sito istituzionale del Comune di Agrigento, tutti gli elaborati progettuali utili alla diffusione dell’informazione".

Gucciardo e Riccobene, tra l'altro, lameterebbero la mancata disponibilità del Comune di Agrigento e dei rappresentanti dei suoi uffici, ad un dibattito pubblico "contrariamente ad altre analoghe precedenti occasioni (raddoppio via Empedocle, via di fuga dal rione Duomo, ecc.)".

L'associazione, nelle scorse settimane, ha effettuato l’accesso agli atti relativi al progetto “Terravecchia di Girgenti” con una formale richiesta prodotta nel marzo scorso. Contestualmente avrebbe chiesto di poter estrarre una copia digitale di tutti gli elaborati al fine di poter organizzare un dibattito pubblico su tale argomento. "A tale specifica richiesta -lamenterebbero - non è stato dato alcun riscontro".

"Tenuto conto che un numero sempre crescente di cittadini e studiosi desiderano discutere  con sincero interesse di questi ed altri progetti, ma anche del futuro urbanistico ed edilizio della nostra città - spiegano i due - ci appelliamo alla sensibilità democratica del signor sindaco e della sua giunta affinchè dispongano, mediante il Dirigente dell’Ufficio tecnico comunale del settore Lavori pubblici, di rendere pubblici tutti gli atti e gli elaborati, confidando infine nella fattiva collaborazione per l’organizzazione di un dibattito pubblico al quale, in ogni caso, il circolo Rabat Legambiente non vuol rinunciare".

(rgf)

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