Tentato omicidio per gelosia, ecco le lettere indirizzate alla donna al centro della contesa

Il pubblico ministero produce le missive che Gianluca Scaccia mandò dal carcere dopo l'arresto

Gianluca Scaccia

Quattro lettere scritte a mano, composte di numerose pagine. Scritte dall’imputato e indirizzate alla donna al centro della contesa che avrebbe provocato il tentato omicidio. La polizia penitenziaria le ha sequestrate e il pubblico ministero Alessandra Russo, ieri mattina, le ha prodotte al fascicolo del dibattimento.

Il processo è quello a carico di Gianluca Scaccia, 34 anni, accusato di avere sparato, con l’intenzione di uccidere, all’indirizzo di un trentunenne, Vincenzo Curto, ex marito della sua nuova compagna che, secondo quanto ipotizza l’accusa, avrebbe avuto l’intenzione di riallacciare una relazione.

"Era ferito e respirava a fatica, non mi disse mai chi gli aveva sparato"

Ieri mattina, davanti al collegio di giudici presieduto da Gianfranca Claudia Infantino, il pm ha prodotto le lettere che non dicono pressochè nulla circa il tentato omicidio ma confermerebbero, in maniera indiretta, il movente legato alla gelosia. 
L’unico che potrebbe confermare, la stessa vittima, però, non si trova: Curto, che dopo avere detto ai carabinieri che era stato Scaccia a sparargli, si è chiuso nel profondo mutismo, non è neppure venuto a testimoniare nonostante i numerosi tentativi di citarlo.

Il processo continua il 27 maggio per l’audizione di altri testi della lista del pubblico ministero. Subito dopo si passerà a quelli della difesa dell’imputato, l’avvocato Angela Porcello.

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