Temono il licenziamento, impiegati dell'Hydrotecne: "Subito tavolo in Prefettura"

Non si parla, non esplicitamente e non ancora, di sciopero, né di concrete azioni di lotta. Ma le parole utilizzate dai 150 lavoratori e dai sindacati lasciano presagire “venti di guerra”

(foto ARCHIVIO)

La domanda è sempre la stessa: “Come ci andrà a finire?”. L’incertezza lavorativa non fa più dormire sonni tranquilli ai circa 150 lavoratori della Hydrotecne: la società controllata da Girgenti Acque. Da quando Girgenti Acque è stata raggiunta dall’interdittiva antimafia della Prefettura prima e da quando è stata poi  commissariata, i lavoratori della Hydrotecne vivono nell’ansia e nella preoccupazione.

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Ieri, alla presenza delle sigle sindacali: Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil, s’è tenuta una nuova assemblea dei lavoratori. Ed al termine dell’incontro, i sindacalisti hanno nuovamente chiesto al prefetto Dario Caputo “l’istituzione di un tavolo prefettizio, alla presenza dei commissari straordinari di Girgenti Acque e dell’Ati Ag9. Un tavolo per ottenere – scrivono i sindacati – concrete risposte e scongiurare le inevitabili azioni che potrebbero creare disservizi nel servizio idrico integrato”.

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Non si parla, non esplicitamente e non ancora, di sciopero, né di concrete azioni di lotta. Ma le parole utilizzate lasciano presagire, appunto, “venti di guerra”. I circa 150 lavoratori, di fatto, hanno paura d’essere licenziati da un momento all’altro. Già prima di Natale, i lavoratori avevano incontrato i segretari provinciali delle sigle sindacali dei metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil. I sindacalisti - che hanno già sollevato la questione dei lavoratori della Hydrotecne durante un incontro con il commissario straordinario della Girgenti Acque Gervasio Venuti – cercarono, allora, di rassicurare tutti i dipendenti della società controllata spiegando che, qualora si dovesse arrivare a dei nuovi licenziamenti, non potrebbero che essere dei licenziamenti collettivi. Non dunque soltanto dei licenziamenti dei lavoratori della Hydrotecne, ma anche della Girgenti Acque. I sindacalisti dei metalmeccanici hanno cercato di spiegare che un ipotetico, eventuale, riordino del personale non potrà che passare da entrambe le società. Ma l’incertezza, appunto, regna sovrana. 

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