Teatro Ellenistico, basta intoppi: a settembre via alla campagna di scavi

L'aggiudicazione della gara d'appalto è definitiva. Se ne occuperà la ditta "Pvr Costruzioni" che ha sede a Bolognetta

Al via la seconda campagna di scavi nella Valle. L'aggiudicazione della gara d'appalto è definitiva. A settembre, dovrebbe partire la seconda tranche per riportare alla luce il teatro Ellenistico. Una prima campagna di scavi, avrebbe dovuto iniziare a maggio, ma in fase di aggiudicazione d’appalto qualcosa sembrerebbe essere andato storto. Adesso, però, secondo indiscrezioni il Parco archeologico Valle dei Templi ha dichiarato definitiva l'aggiudicazione, già fatta in maniera provvisoria all'inizio dello scorso maggio. Se ne occuperà la ditta "Pvr Costruzioni" che ha sede a Bolognetta, nel Palermitano, che ha "conquistato" gli interventi per un importo, al netto del ribasso d'asta, di 255.403,72 euro. Il ribasso d'asta è stato dunque di ben 62.626,76 euro e pertanto il Parco ha proceduto anche ad una rideterminazione del quadro economico del progetto, con l'introduzione di lavori aggiuntivi che trovano copertura nel ribasso d'asta.

Questi 62.626,76 euro verranno utilizzati per il restauro, la catalogazione, la documentazione grafica e fotografica dei reperti, appunto, del teatro Ellenistico.  

Il direttore del Parco, Giuseppe Parello, ha deciso di usare parte del Palacongressi per ospitare i reperti che non verranno museizzati. "La campagna di scavo effettuata nell'area del teatro Ellenistico ha restituito una quantità di reperti ceramici e metallici particolarmente consistente - scrive il Rup Giuseppe Grado - . I reperti, molto spesso, costituiscono un onere. Perché non tutti vengono musealizzati ed esposti - ha spiegato ieri il direttore del Parco Giuseppe Parello - . I reperti che non vengono esposti vengono custoditi, dopo essere stati catalogati e studiati dagli esperti, in vari magazzini. Magazzini che, attualmente, sono tutti pieni. A questo punto, dovevamo decidere: o comprare o affittare altri box che comunque non sono adeguati per la lunga conservazione dei reperti, oppure custodirli nei magazzini del Palacongressi. Ed abbiamo deciso appunto per quest'ultima soluzione. I reperti che invece meriteranno di essere esposti verranno sistemati, dopo la fase di catalogazione e studio, nei locali nei pressi di Giove. Ma si tratta soltanto di una parte, la gran massa - conclude Parello - vengo studiati, ai fini specialistici, subito dopo la scoperta e catalogati. Abbiamo migliaia e migliaia di cassette di cocci che non verranno esposti".

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