Casse del Comune ancora a rischio, "piovono" oltre 55mila avvisi di pagamento

In questi giorni nelle case degli agrigentini stanno arrivando gli accertamenti per Tari, Tasi e Imu: l'Ente non aveva nemmeno i soldi per pagare le lettere

(foto ARCHIVIO)

Il Comune non ha in cassa nemmeno i soldi che servono per notificare gli avvisi di accertamento agli utenti morosi. Una carenza comunque giustificata, dato che tra Imu, Tasi e Tari per gli anni 2014 e 2015, in totale saranno spediti oltre 55mila provvedimenti di riscossione.

Si allontana lo spettro del dissesto: approvato il piano di riequilibrio

Una vera e propria "pioggia" di verifiche, per notificare le quali l'Ente ha dovuto appunto mettere mano al cosiddetto "fondo di riserva" prelevando oltre 100mila euro che serviranno alle spese pratiche di invio, con la speranza del Municipio di incamerare alcuni milioni di euro. Soldi che il Comune punta legittimamente ad introitare (del resto chi non ha pagato deve farlo, come ogni buon contribuente), ma che rappresentano un incasso molto importante per l'Ente. Si legge infatti nel provvedimento che il fine è "attuare nel corrente esercizio quanto previsto in materia di recupero evasione dalle linee di intervento per il riequilibrio finanziario dell'Ente". 

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Un piano di riequilibrio che come era noto fin da subito si è trasformato in un piano "lacrime e sangue" che però potrebbe avere un effetto inverso a quello auspicato dal Comune, dato che ad un certo punto vi è un "limite" materiale oltre il quale i contribuenti non possono garantire la copertura economica delle tasse richieste. E in un tessuto sociale "povero" come quello agrigentino quel limite potrebbe non essere molto distante da raggiungere.

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