Tassa di soggiorno, Cna: "Non condividiamo la scelta"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

“Errare è umano, perseverare è diabolico”. La Cna Agrigento critica la linea di condotta dell’amministrazione comunale di Agrigento che, ancora una volta, sfugge alla concertazione per servire poi il piatto sulla tavola apparecchiata. Il riferimento è alla fresca ed improvvisa accelerazione con la quale la giunta Firetto  ha deciso di anticipare i tempi  dell’entrata in vigore della tassa di soggiorno, i cui effetti scatteranno a partire dal 15 luglio. “E’ una impostazione che non condividiamo – afferma il responsabile provinciale del settore Turismo della Confederazione, Pierfilippo Spoto – è fa il bis con la recente questione legata alla tassa di stazionamento che è stata calata in modo scriteriato, senza un preventivo e opportuno momento di confronto con gli addetti del settore e con le organizzazioni di categoria. Salvo essere poi  chiamati in causa dopo vibranti proteste. Anche se della revisione del regolamento, definito grazie anche al nostro contributo, non ci sono ancora tracce. Il metodo di lavoro che ha questa amministrazione dunque va assolutamente rivisto – aggiunge Spoto – perché il privato, su cui si poggiano oggi le speranze della ripresa economica, non  può e non deve essere visto dalle istituzioni come un soggetto passivo, ma va ritenuto protagonista, riconoscendo il suo ruolo”. E nel merito della tassa di stazionamento si innesta l’intervento  di Giuseppe Patti, responsabile provinciale del comparto che abbraccia, sempre all’interno della Cna, hotel, ristoranti e caffetterie. Patti stringe l’obiettivo su una  serie di criticità,  partendo proprio dall’entità della tariffa. “Il costo va ridimensionato, almeno nella prima fase, - sottolinea - tenuto conto che la città, in termini di servizi pubblici, offre davvero poco o nulla al turista che pernotta nelle nostre strutture ricettive. Per non parlare  poi  che Agrigento  è alle prese con un  pesante deficit viario e vive una marginalità geografica non indifferente. Il rischio, serio e concreto, sarebbe – evidenzia ancora Patti - quello di allontanare i flussi turistici dal territorio. Un lusso che oggi non possiamo e non dobbiamo permetterci. E inoltre nell’immediato, se proprio non si potrà soprassedere o rinviare l’entrata in vigore dell’imposta, andrebbe pensata una sorta di moratoria per le prenotazioni già fatte. Ma anche l’opportunità di porre un limite sia in termini temporali che di nucleo familiare. E allora va avviato, secondo la Cna Agrigento, un ragionamento ponderato e consapevole che porti ad individuare, momentaneamente, una soluzione intermedia in grado di fare introitare sì i fondi nelle casse comunali, ma senza appesantire il portafogli di chi arriva nella città dei templi. E questa linea soft potrebbe diventare, per di più, un valore aggiunto se opportunamente sfruttata in chiave promozionale. Ecco lo slogan su cui puntare: tassa di soggiorno light ad Agrigento. Durante questa fase sperimentale, l’amministrazione sarà chiamata, ovviamente, a non stare con le mani in mano. I proventi ricavati, così come prevede la legge in materia,  dovranno essere reinvestiti nell’ambito esclusivamente turistico, per finanziare interventi, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonché interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali, nonché dei relativi servizi pubblici. Un’attività di programmazione e di monitoraggio da realizzare attraverso l’istituzione di un tavolo tecnico permanente – concludono Spoto e Patti – che veda al suo interno la presenza attiva e operativa degli addetti del settore e delle organizzazioni di categoria

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