Il Tar sospende il divieto di ingresso: l'Open Arms fa rotta verso Lampedusa, il Viminale annuncia ricorso urgente al Cga

Due navi della marina militare scortano a distanza la nave di Open Arms, che naviga a 3 nodi verso le acque territoriali italiane. La decisione è arrivata dopo 13 giorni di stallo

Dopo 13 giorni di stallo in acque internazionali, a 30 miglia dalla costa di Lampedusa, è il momento della svolta. Proprio mentre il mare si increspava e le raffiche di vento divenivano sempre più forti, tant'è che appunto si susseguivano gli allarmi e le richieste di un porto sicuro per lo sbarco subito, è arrivato il "verdetto": il Tar del Lazio ha disposto la sospensione del divieto d'ingresso nelle acque territoriali italiane della Open Arms. "Ci dirigiamo verso il porto sicuro più vicino, in modo che i diritti delle  147 persone, da 13 giorni sul ponte della nostra nave, vengano garantiti" - hanno annunciato dalla Ong spagnola - . E il porto più vicino non è altro che quello di Lampedusa. Il Viminale però non ci sta: contesta la decisione del Tar e proporrà ricorso urgente al Consiglio di Stato. "Il ministro dell'Interno Matteo Salvini - sottolinea il Viminale, secondo quanto riporta l'Adnkronos, - è pronto a firmare un nuovo provvedimento di divieto ingresso nelle acque territoriali italiane: la motivazione è che ai fatti citati nel provvedimento sub judice se ne sono aggiunti altri. Per giorni, Open Arms si è infatti trattenuta in acque sar libiche e maltesi, ha anticipato altre operazioni di soccorso e ha fatto sistematica raccolta di persone con l'obiettivo politico di portarle in Italia".

Ore 18.48. Due navi della marina militare italiana scortano a distanza la nave di Open Arms, che naviga a 3 nodi verso le acque territoriali italiane. Ieri sera, a quanto si apprende da fonti della Difesa, il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, dopo essersi messa in contatto con il tribunale dei minori di Palermo ed essersi accertata delle condizioni dei minori a bordo, aveva dato mandato al Capo di stato maggiore della Difesa Enzo Vecciarelli di ordinare alla Marina militare di spostare nei pressi della Open Arms due navi del dispositivo Mare Sicuro, pronte ad effettuare il trasbordo dei 32  minori.

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"Alla luce della documentazione prodotta (medical report e relazione psicologica" e "della prospettata situazione di eccezionale gravità ed urgenza" si giustifica "la concessione della richiesta" per "consentire l'ingresso della nave Open Arms in acque territoriali italiane e quindi di prestare l'immediata assistenza alle persone soccorse maggiormente bisognevoli".  E' quanto rileva, stando a quanto riporta l'Ansa, il Tar del Lazio accogliendo il ricorso di Open Arms e sospendendo il divieto di ingresso in acque italiane. 

Il Tar, dice la Ong spagnola, avrebbe disposto la sospensione del divieto non solo per la violazione delle normative internazioni ma anche evidenziando una "situazione di eccezionale gravità ed urgenza" dovuta alla permanenza da diversi giorni in mare dei 147 naufraghi a bordo. "Siamo lieti di constatare come, ancora una volta, dopo il tribunale per i Minori, anche il Tar abbia ritenuto di dover intervenire per tutelare la vita e la dignità delle persone - sottolinea Open Arms - e abbia riconosciuto le ragioni della nostra azione in mare, ribadendo la non violabilità delle Convenzioni internazionali e del diritto del mare".

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Il Tar del Lazio si è pronunciato dopo il ricorso, fatto il ieri, dai legali della Open Arms. Ricorso "nel quale facevamo  presente la violazione delle norme di diritto internazionale del mare in materia di soccorso presenti all'interno del decreto Sicurezza Bis. Oggi risponde riconoscendo la suddetta violazione nonché la situazione di eccezionale gravità ed urgenza dovuta alla permanenza  protratta in mare dei naufraghi a bordo della nostra nave, e dispone  quindi - è stato spiegato dalla Ong - la sospensione del divieto di ingresso in acque territoriali italiane per permettere il soccorso delle persone a bordo".
 

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