Tar condanna il ministero della Difesa, giovane agrigentino verrà arruolato in Marina

Il ragazzo aveva presentato la domanda di partecipazione al concorso per il reclutamento come volontario in ferma prefissata quadriennale

Giovane agrigentino verrà arruolato in Marina

Il Tar del Lazio ha condannato il ministero della Difesa, dando il via libera all’arrulamento di un giovane agrigentino nella Marina Militare. La vicenda giudiziaria è ricostruita dall’avvocato Girolamo Rubino, che, insieme al collega Daniele Piazza, ha assistito il giovane, un 23enne di Agrigento.

Il ragazzo aveva presentato la domanda di partecipazione al concorso per il reclutamento come volontario in ferma prefissata quadriennale, dichiarando di essere in possesso di una certificazione di lingua straniera livello B2, rilasciata dalla London Chamber of Commerce and Industry International Qualification.

Approvata la graduatoria, il giovane agrigentino è risultato idoneo, ma non vincitore del concorso, così, presentando istanza di accesso agli atti, ha richiesto copia dei verbali con le valutazioni della commissione esaminatrice.

“Acquisiti gli atti – spiega l’avvocato Rubino –  il giovane ha appreso che la commissione aveva omesso di valutare l'attestato inerente la conoscenza della lingua inglese espressamente dichiarato nella domanda di partecipazione; da qua la determinazione di proporre un ricorso davanti al Tar del Lazio contro il ministero della Difesa, per l'annullamento, previa sospensione dell'esecuzione, sia del provvedimento di approvazione della graduatoria concorsuale, sia del bando di concorso laddove non prevedeva l'attribuzione di alcun punteggio in favore dei candidati in possesso di certificati attestanti la conoscenza della lingua inglese con livello B2”.

Più precisamente, gli avvocati Rubino e Piazza hanno contestato il bando di concorso poiché, ai fini della valutazione della conoscenza della lingua inglese, “non teneva conto dei parametri Cefr, ossia del sistema descrittivo messo a punto dal Consiglio d'Europa per valutare in modo omogeneo le competenze linguistiche del cittadini dell'Unione europea”.

Si è così costituito in giudizio il ministero della Difesa, in persona del ministro protempore, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, per respingere il ricorso. Già in sede cautelare la prima sezione bis del Tar del Lazio, rilevando fondate le osservazioni degli avvocati Rubino e Piazza, “ha accolto la richiesta di sospensione dell'esecuzione dei provvedimenti impugnati, - chiarisce il legale - disponendo l'ammissione con riserva del ricorrente nell'ambito dei vincitori della procedura concorsuale”.

Infine, sempre il Tar, ha ritenuto, così come sostenuto dagli avvocati Rubino e Piazza, che il bando di concorso non risulterebbe più legittimo nella parte della valutazione dei titoli linguistici e va annullato, “con l'ulteriore conseguenza – aggiunge il legale - che risultano viziati da illegittimità derivata anche gli atti applicativi con cui non è stato attribuito al giovane il punteggio spettante per il titolo linguistico posseduto”. È stata, dunque, determinata la corrispondente collocazione nella graduatoria finale del giovane agrigentino che verrà arruolano in Marina, con conseguente condanna del ministero della Difesa al pagamento delle spese giudiziali. 

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