"Tangenti in cambio di prestiti a tassi agevolati", processo fermo al palo

Problemi dell'ufficio per l'assegnazione del giudice, l'udienza preliminare non decolla

Udienza preliminare ferma al palo, dopo otto mesi, per problemi nell’assegnazione del fascicolo a un gup dopo il trasferimento del magistrato Alfonso Malato. Non decolla il procedimento a carico di diciassette imputati, ai quali si contesta di avere messo in piedi un giro di tangenti in cambio della concessione di prestiti a tasso agevolato da parte dell'Irfis, istituto di credito di cui la Regione è unico azionista.

Questa mattina l’udienza è stata ancora rinviata, dopo un breve passaggio di pochi secondi. Si torna in aula il 29 ottobre. Nelle precedenti udienze la difesa aveva sollevato alcune eccezioni relative all’utilizzabilità delle intercettazioni. Tutte le questioni, in ogni caso, andranno poste nuovamente quando l’udienza preliminare ripartirà da capo. L’inchiesta ruota attorno a due personaggi chiave: il consulente del lavoro Antonio Vetro, 48 anni, di Favara, e il funzionario dell'Irfis Paolo Minafò: entrambi erano finiti in carcere il 21 giugno, giorno dell'operazione “Giano Bifronte”, eseguita dalla Guardia di Finanza. Vetro, secondo l’accusa, avrebbe ideato un sistema corruttivo che si serviva della società di consulenza Intersystem srl di cui lui era amministratore e Minafò sarebbe stato socio occulto. 

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