"Tangenti all'Agenzia delle Entrate", parte processo per dodici imputati

Dopo la sentenza dello stralcio abbreviato che ha escluso le principali accuse, inizia il dibattimento

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Dopo le otto assoluzioni e le tre condanne dello stralcio abbreviato, è iniziato il processo per i dodici imputati dell'inchiesta "Duty free" che ipotizza un giro di tangenti, sotto forma di regalie e favori di varia natura, in cambio di annullamenti di sanzioni tributarie, all'Agenzia delle Entrate di Agrigento. 

Questa mattina, dopo un controllo accurato delle notifiche, il presidente del collegio Luisa Turco ha accertato che erano andate tutte a buon fine ma due dei tre componenti del collegio (la stessa presidente e il magistrato a letere Giuseppe Miceli) sono incompatibili a trattare il procedimento. Di conseguenza è stato rinviato all'8 marzo per consentire la composizione di un nuovo tribunale davanti al quale si celebrerà il dibattimento.

Gli imputati sono dodici. Si tratta di Antonio Vetro, 48 anni, di Favara, consulente del lavoro; Vincenzo Tascarella, 64 anni, di Agrigento; Giuseppe Cumbo, 65 anni, di Agrigento; Giuseppe Castronovo, 58 anni, di Favara, Filippo Ciaravella, 65 anni, di Agrigento; Piera Callea, 52 anni, di Favara, Angelo Pagliarello, 60 anni, di Campobello; tutti funzionari dell’Agenzia; Salvatore La Porta, 43 anni, di Porto Empedocle, socio e amministratore della Metalmeccanica agrigentina; i medici Giovanni Crapanzano, 69 anni, di Favara, e Santo Pitruzzella, 67 anni, anche lui di Favara, estranei al giro di tangenti che coinvolge imprenditori e funzionari ma accusati di avere rilasciato falsi certificati ad alcuni ispettori dell'Agenzia e i ristoratori favaresi Giuseppe Costanza, 33 anni e il padre Salvatore, 67 anni, accusati di avere rilasciato una falsa attestazione per alcuni rimborsi al funzionario Cumbo. 

Fra le accuse contestate la corruzione, l'abuso di ufficio e la truffa. Le ipotesi di corruzione relative agli imputati dello stralcio abbreviato (fra cui l'ex direttore dell'Agenzia Pietro Pasquale Leto e l'imprenditore Marco Campione, accusati di avere barattato l'assunzione della figlia del funzionario a Girgenti Acque con l'annullamento di una sanzione tributaria) sono state escluse dal giudice. 

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