La Uil accoglie Toninelli: "Basta strade da terzo mondo"

Il segretario del sindacato commenta la visita del ministro delle Infrastrutture: "Tema centrale per il nostro sviluppo"

Il ministro Toninelli

"Il ministro Toninelli in Sicilia dia una linea chiara per uscire dal disastro infrastrutturale in cui versa il territorio e la provincia di Agrigento”.

La Uil di Agrigento, interviene con Gero Acquisto e tutto il gruppo dirigente provinciale, in vista della visita del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli in Sicilia e con le relative ispezioni nei cantieri.

“Il tema strade ad ogni livello - spiegano i sindacalisti con una nota - è un tema centrale della nostra provincia e del nostro sviluppo, la nostra organizzazione sindacale che si batte e lotta quotidianamente in questo territorio ne ha fatto negli ultimi anni una questione di vitale importanza per far rinascere un territorio oggi piegato e distrutto, soprattutto per la mancanza di una viabilità quanto meno accettabile che ancora tarda a venire".

Gli esponenti della Uil aggiungono: "Al ministro Toninelli che guida un dicastero difficile ma prioritario per lo sviluppo del Paese e del Sud, quale quello delle infrastrutture e dei trasporti, chiediamo un impegno concreto e deciso da parte dello Stato per chiudere una serie di incompiute e arterie stradali che negli ultimi anni hanno segnato una involuzione netta per tutto il nostro territorio e la nostra economia e qualsiasi piano industriale e di crescita e attecchimento delle attività produttive per mancanza di certezze e per un isolamento che ha danneggiato tutti gli investimenti. Sappiamo - proseguono - che lo stesso Ministro è stato dotato di un corposo dossier sul disastro dell’asse viario della provincia di Agrigento, apprezziamo i sopralluoghi e le ispezioni che farà in questo tour, dalla ss.640 con l’incontro al Ponte San Giuliano, alla visita in Prefettura con i Sindaci per il viadotto Akragas e per le zone più colpite e interessate dalle ultime inondazioni, ma tutto ciò non basta se i termini degli interventi di realizzazione, manutenzione e completamento delle opere dovessero continuare ad avere questi tempi di realizzazione,non sono più accettabili in un lembo di Italia che nel 2018 si trova a muoversi da paesi che distano 50 Km in condizioni da terzo mondo".

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