"Ha cercato di uccidere mio figlio con l'auto, ho avuto paura": imprenditore racconta sei anni di stalking

Gioacchino Sferrazza, noto commerciante, ha denunciato e fatto finire a processo il 40enne Ignazio La Mendola: "Ha perseguitato la mia famiglia"

"Ha cercato di uccidere mio figlio investendolo con l'auto, mia figlia ha trovato il muro di casa incendiato e ha distrutto il nostro citofono. Nel video, registrato con le telecamere nascoste, si vede chiaramente". Il commerciante Gioacchino Sferrazza accusa in aula l'imputato - Ignazio La Mendola, 40 anni - rinviato a giudizio per stalking ai danni dell'intera famiglia.

Sferrazza, la moglie e i figli, che hanno denunciato le persecuzioni dell’imputato, che per questi fatti fu destinatario prima del divieto di avvicinamento e poi finì agli arresti domiciliari, si sono costituiti parte civile con l’assistenza dell’avvocato Daniela Posante. Oggi, davanti al giudice Antonio Genna, ha preso il via il processo.

La vicenda muove i primi passi nel dicembre del 2013. Sferrazza, rispondendo al pubblico ministero Roberto Gambina, ha raccontato l'episodio più grave, accaduto il 22 settembre del 2018, che ha visto protagonista il figlio Gaetano che, poco dopo, lo ha confermato in aula. "Mi ha chiamato dicendomi che Ignazio La Mendola lo aveva atteso davanti all'ingresso del negozio tentando di investirlo. Sono andato a casa di La Mendola per chiedergli spiegazioni e mi lanciato dei vasi dal balcone che hanno colpito la mia auto". 

Il commerciante ha spiegato: "E stato questo l'episodio che mi ha spinto a presentare denuncia, fino a quando minacciava solo me lo avrei accettato e gestito. Non ho avuto paura per me ma per i miei figli". Sferrazza ha raccontato numerosi altri episodi, a partire dall'aggressione che avrebbe subito in un suo negozio per non avere accettato il suo "invito" a licenziare una dipendente, fidanzata del fratello di La Mendola, a lui invisa. "Mi ha aggredito e dato un morso alla gamba". 

In precedenza molte minacce sarebbero arrivate attraverso facebook. "Mi diceva che ero un porco e mafioso anche se non sono stato mai accusato di mafia. Scriveva che mi avrebbe scannato a Natale come si fa con i maiali e che avrebbe ammazzato tutta la famiglia". 

Questa e tante altre minacce, con tanto di nome e foto di Sferrazza, nonchè della sua abitazione, sarebbero state pubblicate su facebook, per intimorirlo e prospettargli che, una volta tornato libero, visto che stava scontando una precedente condanna ai domiciliari, l’avrebbe ammazzato. 

Sferrazza ha rivelato di avere subito altre minacce di recente (la sua foto e quella del fratello su un'immagine accostata alla sedia a rotelle è stata recapitata in negozio) e il danneggiamento dell'auto. "Non ho sporto denuncia perchè sono del tutto anonime", ha detto rispondendo al difensore di La Mendola - l'avvocato Salvatore Pennica - e ha aggiunto: "Non ho ricevuto altre minacce, se qualcuno mi viene a chiedere il pizzo lo denuncio". 

L'imprenditore ha raccontato inoltre che, quando inaugurò un negozio a Fontanelle, La Mendola sarebbe andato a dire a un altro commerciante che gestiva un'attività accanto che lo avrebbe fatto "saltare in aria insieme a lui dentro". 

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Il figlio trentenne Gaetano ha ribadito le circostanze aggiungendo: "Quando mi ha inseguito sono stato costretto a scappare dietro il vicino panificio". 

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