"Spaccio di cocaina ed estorsione", trentenne condannato a 7 anni

La prima sezione penale del tribunale ha inflitto la pena che era stata chiesta, durante la requisitoria, dal pubblico ministero Sara Varazi

Una veduta del tribunale di Agrigento

La prima sezione penale del tribunale di Agrigento, presieduta dal giudice Alfonso Malato, ha condannato a 7 anni reclusione, tanti quanti ne erano stati chiesti dal pubblico ministero, Calogero Scrimali, 30 anni, di Licata. Il giovane era accusato "d'aver in concorso detenuto, con finalità di cessione a terzi, un quantitativo pari a 36 grammi di cocaina". La requisitoria venne fatta a fine dello scorso maggio dal pm Sara Varazi. Il giovane, rappresentato e difeso dall’avvocato Daniele Re, è stato l’unico imputato di un’inchiesta che originariamente aveva coinvolto diverse altre persone.

"Spaccio di cocaina ed estorsione", il Pm chiede 7 anni di reclusione per un giovane

Il licatese era accusato anche di estorsione: avrebbe minacciato "di distruggere un ristorante e di fare del male ad una persona se non gli avesse consegnato la somma di due mila euro". I fatti di cui è stato accusato - stando all'inchiesta della Procura della Repubblica - si sarebbero verificati fra Licata e Catania tra giugno e settembre del 2011. La difesa del trentenne di Licata, l'avvocato Daniele Re, aveva invece chiesto l'assoluzione.

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