Lo "scontro" fra l'avvocato Picone e Le Iene: il giudice ordina nuova rimozione del servizio

Il tribunale lo ritiene diffamatorio, il difensore della professionista: "Per questo filmato ha subito pure minacce di morte"

Il giudice Rossana Musumeci, della sezione civile del tribunale di Agrigento, ha disposto la rimozione, dal sito della trasmissione Le Iene e dai relativi profili social, del servizio, andato in onda lo scorso febbraio, relativo al caso dell'avvocatessa Francesca Picone che, alcuni mesi prima era stata condannata a 4 anni di reclusione per l'accusa di avere estorto dei pagamenti non dovuti ai familiari di alcuni clienti disabili del suo studio. 

Si tratta del terzo caso, dopo quelli dell'11 e del 18 dicembre del 2016, come sottolineato dal difensore della professionista, l'avvocato Angelo Farruggia, in cui il tribunale "riconoscendo alcuni profili diffamatori", ne ordina la rimozione. 

"Dopo la messa in onda del servizio televisivo avvenuta il 12 febbraio 2019 - spiega il legale - l’avvocato Francesca Picone, nelle more raggiunta sui social persino da minacce di morte, ha denunciato ancora una volta il carattere diffamatorio del servizio televisivo, in cui, tra le altre cose, si affermava, e non era vero, che era stata lei a pignorare 20 mila euro alla famiglia Schembri; in cui si affermava, e non era vero, che aveva preteso 50 mila euro che dovevano andare ai propri clienti, in quanto, l’unica somma percepita per la prestazione professionale svolta in loro favore era di 5 mila euro e non di 50 mila".

Il legale aggiunge: "ll clamore mediatico alimentato ad arte da alcuni protagonisti della vicenda, ha avuto ripercussioni sul sereno svolgimento del processo penale. In uno Stato di diritto, l’imputato deve potersi serenamente difendere nelle aule di giustizia e non ha gli strumenti per farlo dal parallello quanto ingiusto processo mediatico". 

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