Sequestro dell'impianto di compostaggio, Legambiente: "Regione fissi regole"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Il sequestro preventivo dell’impianto di compostaggio di Joppolo Giancaxio, al di là degli ulteriori sviluppi che la vicenda giudiziaria in questione potrà avere, impone al governo regionale di chiarire una volta per tutte quali sono le regole alle quali non ci si può in alcun modo sottrarre per fare correttamente impresa nel delicato settore della gestione del ciclo integrato dei rifiuti, senza arrecare danno all’ambiente ed alla salute dei cittadini.

A distanza di oltre 3 anni dal primo esposto-denuncia di Legambiente Sicilia relativo a questa vicenda e dopo innumerevoli interventi pubblici si è finalmente arrivati al dunque. 

Pronunciamo questo "finalmente" con più amarezza che soddisfazione, fieri certamente di averci messo la faccia e di avere sostenuto la battaglia condotta dai cittadini joppolesi residenti nelle contrade Manicalunga e Realturco, ma al contempo amareggiati e preoccupati perché, oltre al grave danno ambientale che viene ad essere prospettato dalle indagini poste a base del sequestro, non ci sfuggono le ricadute negative che questa vicenda produrrà nell’immaginario collettivo, avvalorando paure e portando all’errata conclusione che il trattamento dei rifiuti, in special modo di quelli organici, genera inevitabilmente inquinamento ambientale e conseguenze nefaste per la salute umana.

Ribadiamo in  questa sede con forza che gli impianti di compostaggio sono essenziali per una corretta gestione integrata dei rifiuti solidi urbani, tenuto conto che ad essi va conferita la cosiddetta frazione umida che nelle nostre case produciamo in maniera molto consistente. 

La Sicilia, ad oggi, sconta un pauroso deficit impiantistico al quale occorre porre rimedio nei tempi più rapidi, dotandosi innanzitutto proprio di impianti di compostaggio. Siamo consapevoli che leggere notizie di sequestri operati dalla magistratura inquirente motivati dal “deposito incontrollato di rifiuti e dalla immissione degli stessi nelle acque superficiali… con deterioramento significativo e misurabile delle acque, dei terreni e di tutto l’ecosistema”  non potrà che accrescere la paura delle popolazioni e produrre il cosiddetto effetto Nimby (ovunque ma non nel mio giardino), provocando perplessità e rallentamenti sulla strada del progresso necessario a far uscire la Sicilia dall'emergenza rifiuti.  Ed è in ragione di ciò che chiederemo al Governo regionale di porre attenzione a tutto ciò e di fissare regole ben precise che favoriscano decisamente l'implementazione del numero degli impianti per il trattamento dei rifiuti organici ma imponendo regole severe e controlli affinché gli imprenditori di questo delicatissimo settore operino nel rispetto assoluto dei presìdi ambientali in cui insistono gli stabilimenti come pure delle regole riguardanti le lavorazioni, in particolare per ciò che riguarda i tempi di maturazione del prodotto su cui andranno imposti severi controlli anche a valle, che dovranno cioè interessare anche i luoghi di utilizzo del compost  - cioè i terreni fatti oggetto di spandimento –  come pure la qualità in termini di salubrità delle produzioni agricole.

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