"Il gip raccoglieva fondi per Sea Watch", la clamorosa bufala che getta altro veleno sul caso Carola

Un'esponente leghista twitta un post grossolanamente falso scritto da un'omonima del giudice Alessandra Vella, bersaglio di insulti social e attacchi da Salvini

Il post falso contro il gip Alessandra Vella

"Sea Watch. Raccolta fondi del mio amico Fabio Cavallo arrivata a 150 mila euro in 24 ore". Autrice del post: Alessandra Vella. La bufala corre sui social e getta altro veleno sul "caso Carola" e sul gip del tribunale di Agrigento che, suo malgrado, dopo avere emesso un'ordinanza con la quale non convalida l'arresto della comandante di Sea Watch, sancendo anche principi giuridicamente molto importanti sui salvataggi in mare, è diventata bersaglio di insulti e minacce di "leoni da tastiera" oltre che violenti attacchi istituzionali da parte del ministro dell'Interno Matteo Salvini che, fra le cose più riferibili, l'ha invitata a "togliersi la toga e candidarsi con la sinistra".

I veleni contro il gip Alessandra Vella, Confesercenti: "Auspico che gli autori delle volgari frasi minacciose vengano individuati"

Da questa mattina circola da un telefono all'altro via whatsapp, sulla rete e sui social, un grossolano fake. A partire dal profilo, dove c'è la foto del simbolo di Europa Verde, in cui tale Alessandra Vella (probabilmente un'omonima o forse si tratta proprio un "taroccamento"), lo scorso 27 giugno, pochi giorni prima di doversi occupare del caso, avrebbe promosso una raccolta di fondi a favore della Ong. 

Una clamorosa, oltre che grossolana, bufala che getta altro veleno contro il magistrato, costretta a disattivare il profilo Facebook ancor prima che iniziasse l'ondata di insulti, minacce e dissertazioni varie di giuristi improvvisati.

A rilanciare il fake, seppure in termini dubitativi sulla sua effettiva autenticità, è un'esponente leghista siciliana. Numerosi giornalisti di varie testate nazionali, dopo avere accertato che si trattava di un clamoroso falso, l'hanno accantonata.

Intanto, dall'avvocatura siciliana, è arrivato un attestato di stima e solidarietà al giudice finito al centro dei beceri attacchi, che ha declinato con cortesia e fermezza qualsiasi tentativo di intervista e replica, continuando a lavorare in tribunale come fa tutti i giorni.

"L'avvocatura - ha detto il presidente del consiglio di disciplina di Agrigento, Palermo e Trapani, Antonino Gaziano - è vicina ai magistrati vittime di volgarità e violenti attacchi che provengono anche da alcuni pezzi dello Stato. La loro funzione di terzietà è garanzia di tutela per tutti, compresi noi avvocati ma soprattutto per i cittadini".

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Gaziano ha parlato, facendo mettere a verbale il suo intervento, prima che iniziasse l'udienza del processo di mafia "Montagna", davanti ai giudici della prima sezione penale. Il presidente Alfonso Malato, che ha disposto la trasmissione del verbale al presidente del tribunale e all'Associazione nazionale magistrati, ha ringraziato a nome dei colleghi ricordando che "i magistrati giurano sulla Costituzione e lavorano per servire lo Stato". 

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