"Nessuno stato di necessità", Patronaggio spiega le accuse a carico del comandante della Sea Watch

Il procuratore: "Per il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina si procede separatamente e andremo a valutare se il salvataggio dei migranti sia stata un'azione necessitata o se vi siano stati contatti con i trafficanti di esseri umani"

Un momento della conferenza stampa in Procura

"Non è stata un'azione necessitata. Non c'era uno stato di necessità poiché la Sea Watch attraccata alla fonda aveva ricevuto, nei giorni precedenti, assistenza medica ed era in continuo contatto con le autorità militari per ogni tipo di assistenza, per cui - per il divieto imposto dalla Guardia di finanza di attraccare - non si versava in stato di necessità". Lo ha ricostruito il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, durante la conferenza stampa tenuta a margine dell'udienza di convalida dell'arresto del comandante della Sea Watch3, Carola Rackete. La trentunenne tedesca avrebbe fatto una azzardata manovra dopo che aveva ricevuto ripetutamente l'alt da parte della motovedetta della Guardia di finanza. "E' stata valutata negativamente, in maniera volontaria, la manovra effettuata con i motori laterali che ha prodotto lo schiacciamento della motovedetta verso la banchina - è entrato nel dettaglio il procuratore Patronaggio - . Questo atto è stato ritenuto, da noi, fatto con coscienza e volontà". 

Concluso l'interrogatorio: domani la decisione e Carola resta ai domiciliari

"Cosa diversa è il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina per cui si procede separatamente - ha spiegato Patronaggio - . Quella sarà la sede (l'altro fascicolo ndr.) dove valutare se l'azione di salvataggio dei migranti effettuata nelle acque antistanti la zona Sar libica sia stata un'azione necessitata. In quell'altro parallelo procedimento andremo a verificare: a) se i porti della Libia possono ritenersi sicuri o meno; b) andremo a vedere se la zona Sar libica è efficacemente presidiata dalle autorità della guardia costiera libica, andremo a verificare le concrete modalità del salvataggio cioè a dire se vi sono stati contatti tra i trafficanti di esseri umani e la Sea Watch, se il contatto è avvenuto in modo fortuito o ricercato. Tutta una serie di elementi che servono a verificare se si è trattato di un'azione di salvataggio in mare oppure un'azione concertata". 

Carola Rackete a Porto Empedocle: la capitana accolta da grandi applausi

"Il procuratore aggiunto Salvatore Vella ha effettuato una perquisizione a bordo della Sea Watch - ha spiegato Patronaggio - proprio per acquisire materiale probatorio per eventuali contatti tra i trafficanti libici e i componenti della Sea Watch. Questo materiale è coperto da segreto investigativo. Il pool anti-immigrazione della Procura di Agrigento, nei prossimi giorni, sentiranno la comandante Carola Rackete in ordine proprio a quest'altra contestazione: il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina". Il procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella, ha convocato per il 9 luglio, per rendere interrogatorio in qualità di indagata, la comandante di Sea Watch Carola Rackete. Si tratta - appunto - del primo procedimento, quello che ipotizza il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e la “disobbedienza a nave da guerra”. 

La difesa: "Forzato il blocco per stato di necessità"

"L'udienza si è svolta in un clima sereno, di collaborazione. La Procura della Repubblica ha chiesto, come misura cautelare, il divieto di dimora nella provincia di Agrigento con particolare riferimento ai porti di Lampedusa, Porto Empedocle e Licata. Abbiamo ritenuto in relazione a tutte le circostanze di questo caso, in relazione alla personalità dell'indagata che tale misura sia idonea a salvaguardare eventuali, ulteriori, esigenze cautelari". Patronaggio ha richiamato anche al "necessario rispetto del giudicante (il gip ndr) a cui viene rimessa tutta questa vicenda nelle sue autonome e imparziali valutazioni".  

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