Nuove scoperte nella Valle dei Templi, spuntano i gradini dell'antico teatro

Un bilancio di quanto trovato fino ad ora con la seconda campagna di scavi, è stato fatto questa mattina dal direttore del Parco archeologico, Giuseppe Parello, insieme alla squadra di esperti impegnati nell'area

I gradini dell'antico teatro e la squadra di archeologi impegnata negli scavi

Il Natale porta “nuovi doni” nella Valle dei Templi. La seconda campagna di scavi nell’antico teatro ha consentito di identificare parte dei gradini che costituivano la cavea dell’edificio. Le nuove scoperte sono state illustrate questa mattina dal direttore del Parco archeologico, Giuseppe Parello, insieme alla squadra di archeologi impegnati negli scavi, che si fermeranno per qualche giorno in vista delle festività natalizie.

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“Siamo a metà del lavoro, che si concluderà tra gennaio e febbraio del prossimo anno – ha dichiarato Parello – . Finalmente siamo riusciti ad individuare i gradini che costituivano la cavea e quindi abbiamo un’idea precisa della conformazione del teatro. L’indagine che è stata fatta in questo periodo è di tipo planimetrico, abbiamo lavorato sia nella parte a nord che in quella ad ovest del teatro, dove abbiamo individuato oltre al sistema di concamerazioni interne al teatro, anche i gradoni, che sono in una situazione di dissesto, danneggiati nella parte più alta della cavea”.

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Scendendo più nel dettaglio delle nuove scoperte, è intervenuto anche Antonello Fino, archeologo del Politecnico di Bari, impegnato negli scavi. “Proseguendo lo scavo lungo il costone roccioso, che già esprimeva uno dei dati circa la conformazione del monumento nella sua pendenza naturale, - ha spiegato Fino - a pochi centimetri dal piano di campagna è emerso il crollo di alcuni blocchi delle sedute che sono di natura abbastanza canonica negli edifici teatrali. Si tratta di blocchi assemblabili progressivamente, con una fronte profilata con un cavetto abbozzato, purtroppo lo stato di conservazione non permette ancora di identificarne un profilo regolare”.

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“Un dato che fa ben sperare – conclude l’archeologo - è aver trovato questa situazione ad una quota abbastanza alta, possiamo dire che troviamo ancora in una delle parti superiori della struttura. Scendendo progressivamente si dovrebbero intercettare altri blocchi con una rastremazione maggiore sulla fronte, ma lo scopriremo solo continuando gli scavi”.

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