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Manifestazione a Sciacca per dire "no" alla chiusura del Tribunale

Il comitato cittadino "No alla chiusura del Tribunale di Sciacca" si ritroverà sabato prossimo in piazza Matteotti. L'evento è appoggiato dal commissario straordinario Paolo Barone

Redazione12 marzo 2012

Sabato 17 marzo, alle 10, in piazza Matteotti, a Sciacca, si svolgerà una manifestazione organizzata dal comitato civico "No alla chiusura del Tribunale di Sciacca". Dal comitato chiedono i partecipanti a indossare un indumento giallo, e di stendere ai balconi una bamdiera o un fazzoletto dello stesso colore come segno della "battaglia" al fine di mantenere aperto il Palazzo di giustizia saccense.

L'iniziativa trova il totale appoggio da parte del commissario straordinario di Sciacca, Paolo Barone, il quale afferma: “Sì alla permanenza del Tribunale a Sciacca. E’ un presidio indispensabile dello Stato, un baluardo a difesa di un territorio che vuole vivere in sicurezza e svilupparsi nella legalità e nella giustizia. La città tutta – dichiara il commissario straordinario del Comune – deve fare sentire la sua voce, con forza. Il Tribunale è della città, è dei cittadini non solo di Sciacca ma di un territorio che comprende altri quattordici comuni agrigentini. E’ positivo che intervenga attivamente anche la società civile ad affiancare e sostenere l’azione che da alcuni mesi viene portata avanti dalle istituzioni locali e in particolare dal Comitato Permanente per la Salvaguardia del Tribunale di Sciacca costituito da sindaci e presidenti di consiglio comunale del circondario e da rappresentanti dell’ordine degli avvocati. Condivido pertanto l’iniziativa annunciata per i prossimi giorni dal comitato civico. Il Tribunale, in una importante città come Sciacca, deve rimanere. Lo Stato non può arretrare sul fronte della legalità e, in maniera più specifica, nella lotta alla criminalità organizzata, fenomeno purtroppo diffuso e molto pericoloso anche nella zona di Sciacca. Faremmo un torto a tutti quei magistrati, a tutte le forze dell’ordine, a tutti i servitori dello Stato che hanno combattuto e combattono in prima linea contro il malaffare, contro gli inquinamenti criminali. Il Governo nazionale deve tenere conto della specificità di questo pezzo di Sicilia che vuole investire nel proprio futuro con il conforto delle sue migliori istituzioni”.

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