Scariche elettriche sulla lingua per costringere a pagare il prezzo della libertà

In quattro container - tre per uomini ed uno per le donne - venivano tenuti prigionieri circa 800 migranti. Avrebbe dovuto essere, per i profughi, una "tappa intermedia" prima del viaggio della speranza verso le coste italiane

Un momento della conferenza stampa in Questura e il ghanese arrestato

In quattro container - tre per uomini ed uno per le donne - venivano tenuti prigionieri circa 800 migranti. Avrebbe dovuto essere, per i profughi, una "tappa intermedia" prima del viaggio della speranza verso le coste italiane. In realtà i migranti erano sequestrati. E così sarebbero rimasti fino a quando non pagavano - visto che il costo del viaggio lo avevano già onorato - il prezzo per la loro liberazione: dai 200 ai 300 mila franchi. E per farli pagare venivano torturati, seviziati e sottoposti a violenza sessuale. 

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Se i migranti non avevano i soldi necessari a pagare il prezzo del loro "riscatto", le torture avvenivano in diretta telefonica, mentre dall'altro lato del telefono c'erano familiari e parenti della vittima. Erano loro che sentivano le urla di dolore, erano loro - i parenti - che avrebbero dovuto pagare per porre fine alle sofferenze dei propri cari. 

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Le modalità delle torture erano svariate, terribili. Fra queste, secondo una delle testimonianze raccolte, "collegava gli elettrodi alla lingua" di uno dei migranti sequestrati e gli "faceva scaricare addosso la corrente elettrica”. 

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