Sbarchi di migranti e nuova lettera di offese e minacce al procuratore capo Patronaggio

La busta, intercettata dalle guardie giurate della Ancr, è stata prelevata dai carabinieri in servizio in tribunale. Nessun mittente e il nome del destinatario è risultato essere stato scritto con un normografo

Il procuratore capo Luigi Patronaggio

In Procura arrivano in media due, tre, lettere anonime a settimana. Alcune "segnalano, con nomi e cognomi, fatti che hanno una rilevanza penale" - aveva ammesso, già lo scorso novembre, il procuratore aggiunto di Agrigento Salvatore Vella - . Altre invece non hanno alcuna valenza per le indagini. Ma arrivano anche delle lettere anonime, è accaduto ieri, che hanno dell'inquietante. Lettere ricolme di offese e minacce. Parole che, ancora una volta, hanno avuto a che fare con i migranti e con gli sbarchi. 

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Le guardie giurate della Ancr hanno intercettato, nell'area dei metal detector, una busta bianca - anonima appunto - indirizzata al "Dottor Patronaggio". Sillabe scritte con un normografo, verosimilmente per non lasciare indicazioni sulla calligrafia. A confermare l'arrivo della lettera, stamani, sono state fonti della stessa Procura.

Da dove è stata spedita la lettera di minacce a Patronaggio? Avviata l'inchiesta

Dentro la busta, contrariamente ai precedenti episodi, non c'erano proiettili. La busta è stata prelevata dai carabinieri in servizio in tribunale ed è finita sul tavolo del sostituto procuratore di turno. All'interno di quella busta, con un bollo di un ufficio postale, c'erano appunto delle offese e minacce indirizzate al procuratore capo Luigi Patronaggio. 

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Appena lo scorso 10 giugno, in Procura arrivò una busta, regolarmente affrancata, all'interno della quale vi era un proiettile calibro 6,35 e minacce di morte per Patronaggio: "Questo è un avvertimento, la prossima volta, se continuerai a fare sbarcare gli immigrati, passiamo ai fatti. Contro di te e ai tuoi 3 figli". A settembre scorso, erano arrivate - sempre al quinto piano del tribunale di Agrigento - minacce di morte e un proiettile da guerra indirizzate al procuratore capo. In quella precedente lettera si faceva riferimento al caso Diciotti e, dunque, all'inchiesta - partita da Agrigento - sul ministro dell'Interno Matteo Salvini. 

Proiettile e minacce di morte per il procuratore Patronaggio e i suoi tre figli

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