Sbarchi "fantasma", il procuratore: "Potrebbero esserci persone legate al terrorismo internazionale"

Luigi Patronaggio: "Ci sono persone che non vogliono farsi identificare, gente già espulsa in passato dall’Italia o appena liberata con l’amnistia dalle carceri tunisine o magari che ha preso parte alle rivolte del 2011"

Una delle ultime imbarcazioni sequestrate dopo uno sbarco "fantasma"

La maggior parte dei barconi arriva in piena notte o all'alba. Alcuni, però, approdano anche in pieno giorno. Il fenomeno, che si registra nell'Agrigentino, ma non soltanto, è stato etichettato come "sbarchi fantasma". Ed è "un'immigrazione pericolosa" - secondo quanto ha detto il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, a La Stampa - . 

"Non è la nuova rotta dei migranti al posto di quella libica - avverte, sempre attraverso La Stampa, Patronaggio - anzi, sembra di essere tornati indietro di 10-15 anni, quando i migranti partivano dalle coste tunisine e venivano in Italia a cercar fortuna". Tunisini e magrebini non scappano dalle guerre o dalle persecuzioni. Sono migranti "economici".  

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"I motivi per cui arrivano in Italia potrebbero non essere solo legati a bisogni economici. Tra loro - La Stampa riporta le parole del procuratore capo, Luigi Patronaggio, - ci sono persone che non vogliono farsi identificare, gente già espulsa in passato dall’Italia o appena liberata con l’amnistia dalle carceri tunisine o magari che ha preso parte alle rivolte del 2011".

Il timore, già manifestato nelle scorse settimane, resta: "Tra loro potrebbero esserci anche persone legate al terrorismo internazionale. Per questo penso che siamo di fronte a un’immigrazione pericolosa". 

La maggior parte dei migranti, dopo i misteriosi approdi, spariscono, nonostante gli sforzi di carabinieri e polizia. Alcuni tentano di raggiungere le stazioni ferroviarie o dei pullman più vicine. "Riteniamo che i più scaltri abbiano qualcuno che li attende e li porta via; è possibile che ci siano dei basisti a terra" - riporta ancora La Stampa le parole del procuratore Patronaggio - .

"Se esiste una nave madre, questa potrebbe essere benissimo scambiata per una imbarcazione impegnata nella pesca con il cianciolo che prevede la presenza di quattro barche più piccole attorno a quella grande - ipotizza sulle colonne de La Stampa il procuratore di Agrigento - e dunque nessuno potrebbe sospettare". 

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