"Siamo rimasti senza strade, non possiamo garantire neanche i servizi essenziali"

Il duro attacco del sindaco di Cianciana alla politica nazionale e regionale dopo "anni di abbandono"

Il sindaco di Cianciana, Santo Alfano

"Mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata": mentre nelle "stanze dei bottoni" si parla di percentuali e leggi elettorali, intere porzioni dell'Agrigentino "sprofondano" letteralmente, sferzate dal maltempo, e rimangono isolate. Il tutto, nell'immobilismo della deputazione regionale e nazionale.

E' quanto afferma, parafrasando Tito Livio, il sindaco di Cianciana, Santo Alfano, che nel suo duro attacco si è detto stanco di "riunioni, proclami e passerelle, cui non seguono mai fatti concreti. La politica nazionale e regionale deve dirci se dobbiamo continuare ad amministrare oppure dobbiamo consegnare le fasce tricolore al prefetto".

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"Da anni aspettiamo che le strade provinciali che sono per noi vitali, visto che collegano la zona montana con gli ospedali, così come la viabilità rurale vengano quantomeno manutenute come si deve - ha detto Alfano -. La viabilità ex provinciale non riceve alcuna manutenzione, mentre tutti i sindaci devono far fronte alla manutenzione della viabilità comunale con i tagli e i ritardi sui trasferimenti regionali. A breve non saremo più in grado di assicurare neanche i servizi essenziali rispetto a sanità, istruzione e servizi sociali.

Aspettiamo interventi che erano urgenti già decenni fa, ma nulla si muove. Il nostro territorio vive di agricoltura e zootecnia, e ad oggi abbiamo subito danni ingentissimi a causa del maltempo: ancora aspettiamo i dovuti trasferimenti promessi da Crocetta dopo la "bomba d'acqua" che ha interessato il nostro territorio lo scorso 25 novembre - ha detto ancora il sindaco ciancianese -. Qualche giorno fa una strada ha ceduto nel centro urbano, oggi il distacco di massi sulla provinciale. Siamo veramente stanchi e non intendiamo più stare a guardare. 

La politica, quella vera, ha il compito di trovare soluzioni per le esigenze di coloro i quali ripongono la fiducia in chi dovrebbe amministrarli. Ma, è sotto gli occhi di tutti, si parla solo di elezioni, di leggi elettorali. Ed i deputati, senza alcuna eccezione, parlano solo di questo - ha detto non risparmiando nessuno degli eletti nell'Agrigentino al Parlamento nazionale e regionale -. Mentre si preoccupano di questioni di minore rilevanza, i Comuni dell’entroterra agrigentino, sul piano della viabilità, sono stati abbandonati e declassati: strade interrotte e tracciati pericolosi, costellati di frane e buche e spesso simili a mulattiere borboniche che descrivono un quadro desolante dell’intera rete stradale dei nostri territori.

Ci dobbiamo sedere aspettando la morte? A che serve parlare di finanziamenti, di impegni che non trovano mai riscontro concreto? Non si può abbandonare il territorio a se stesso, rischiamo la paralisi, siamo abbandonati da tutti. Ho intenzione di andare avanti, di squarciare il silenzio che sta mettendo in ginocchio le nostre zone, perché il territorio non è solo un bacino elettorale, ma è fatto anche di esigenze di uomini e donne che lo vivono tra mille difficoltà", ha concluso Alfano.

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