L'incidente mortale di San Leone, l'automobilista arrestato fa scena muta dal gip

Maurizio Modica, 49 anni, accusato di omicidio stradale, si avvale della facoltà di non rispondere: in giornata sarà eseguita l'autopsia

Il muro dove si è schiantato Giuseppe Terrosi, nel riquadro

Scena muta davanti al gip: Maurizio Modica, l'automobilista quarantanovenne arrestato sabato mattina con l'accusa di omicidio stradale, nell'ambito dell'indagine per la morte del trentaduenne Giuseppe Terrosi, si avvale della facoltà di non rispondere. L'indagato, assistito dall'avvocato difensore Teresa Alba Raguccia, ha scelto la strategia processuale del silenzio.

Nelle prossime ore il gip Luisa Turco deciderà se convalidare o meno il provvedimento eseguito dai carabinieri e disposto dal pubblico ministero Sara Varazi che lo aveva posto agli arresti domiciliari. Modica è accusato di omicidio stradale. L'indagato, il cui tasso alcolico era superiore al limite consentito, era alla guida della Peugeot 207 che, nella notte fra venerdì e sabato, è andata a sbattere contro un muro di cinta e un palo dell'illuminazione in via Teatro Tenda, fra il viale Cavaleri Magazzeni e il Villaggio Mosè. I test medici, inoltre, hanno confermato che l'uomo si era messo alla guida dopo avere assunto cocaina. Terrosi, che si trovava nel sedile posteriore dell'auto, dietro Modica, è morto sul colpo. Leggermente feriti lo stesso Modica e gli altri due occupanti dell'auto.

Il pm ha disposto l'autopsia per accertare con precisione le cause del decesso del giovane. L'incarico al medico legale Sergio Cinque, "diretto a chiarire la dinamica dei fatti", è stato conferito nella tarda mattinata e, subito dopo, è iniziata l'autopsia. Nel quesito si chiede di verificare se "ci sono altre concause", oltre al trauma, che hanno provocato il decesso. 

Il magistrato della Procura, inoltre, ha nominato un consulente tecnico - l'ingegnere Rino Torrisi - per la ricostruzione della dinamica dell'incidente. 

Oltre all'indagato pure i familiari di Terrosi, che hanno nominato come difensore di fiducia l'avvocato Daniela Posante, hanno ricevuto la notifica del conferimento dell'incarico per partecipare all'autopsia. Nè la difesa dell'indagato nèi familiari hanno nominato propri consulenti. 

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