Consolidamento della Cattedrale, via alla tesatura delle catene

I cavi in acciaio serviranno a tentare di restituire una struttura solida al luogo di culto, minacciato dallo scivolamento del costone di San Gerlando, che ancora oggi non ha un progetto di messa in sicurezza

I lavori dovrebbero rispettare la tabella di marcia: entro febbraio 2019 la Cattedrale di Agrigento sarà riconsegnata ai fedeli, ai cittadini e ai turisti, anche se ancora oggi troppe sono le incertezze rispetto ai lavori di consolidamento della collina.

Per gli interventi di messa in sicurezza del luogo di culto è quasi arrivato il momento della "verità", ovvero quello in cui le "catene", cavi d'acciaio fatti scorrere dentro specifiche guaine lungo le pareti perimetrali della chiesa, saranno messe progressivamente in tensione per iniziare a svolgere la funzione per cui sono state installate: ridare "struttura scatolare" all'edificio. L'esempio fatto finora è sempre stato il medesimo: se immaginiamo la Cattedrale come una scatola rotta agli angoli, l'effetto delle catene sarebbe quello che avrebbe dello scotch o dello spago. 

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Un processo teoricamente molto semplice ma che porta con sè grandi complessità tecniche, dato che la "fase B" di questi lavori prevede l'abbattimento di alcuni contrafforti collocati negli anni sia dentro che fuori dalla chiesa al fine, si ritenne allora, di sostenerla. Un peso inutile secondo il consulente dell'Arcidiocesi, il professor Teotista Panzeca, sostenitore di una "decostruzione" da associare appunto al rafforzamento di quanto esistente al fine di prolungare la salute della struttura in attesa, comunque, degli indispensabili interventi sulla collina che attualmente devono ancora essere progettati.

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