"L'azione di recupero non è completata": restano i commissari al Comune di San Biagio Platani

A firmare il decreto è stato il ministro degli Interni, Luciana Lamorgese

Il Comune di San Biagio Platani

L'azione di recupero e risanamento del Comune non è completata. Il ministro degli Interni, Luciana Lamorgese, ha firmato il decreto che prolunga per altri 6 mesi la gestione commissariale del Municipio di San Biagio Platani. La stessa decisione è stata presa anche per il Comune di Vittoria, nel Ragusano. 

IL VIDEO. 4 Novembre a San Biagio Platani, lo Stato è presente nel Comune sciolto per mafia

A San Biagio Platani, i commissari ministeriali sono arrivati lo scorso 3 agosto. All'inizio di settembre, il decreto di scioglimento è stato pubblicato sulla Gazzetta.

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Infiltrazioni mafiose al Comune di San Biagio Platani, le motivazioni della commissione prefettizia

Una situazione di "grave inquinamento e deterioramento dell'ente locale”, un sistema politico a disposizione della criminalità organizzata, un sindaco, Santo Sabella, che ricopriva un "ruolo attivo" in un sistema “caratterizzato dal ricorso costante a estorsioni e intimidazioni". Sono questi alcuni dei passaggi della commissione prefettizia incaricata dal ministero dell'Interno di vagliare la sussistenza delle infiltrazioni mafiose al Comune di Santo Biagio Platani, sciolto per mafia. Stando a quanto scrive la commissione era l’intero sistema politico del Comune a risentire di “un "condizionamento’” che si è concretizzato “nella inoperosità del consiglio comunale ai fini dell’osservanza dei principi di legalità e della mancata attivazione dell’esercizio dei poteri di vigilanza e controllo da parte dell’Esecutivo (inteso come sindaco e giunta) ai fini della imparzialità e trasparenza della cosa pubblica. Il comportamento tenuto dai pubblici amministratori – dicono ancora - va ad inquadrarsi in un perdurante comportamento di passività, indifferenza ed acquiescenza in ordine alle attenzioni ed alle agevolazioni date, attraverso il sistema degli affidamenti diretti ed il ricorso alle procedure di somma urgenza”.  Dagli atti, dicono ancora, emergono “precise consequenzialità tra il contesto socio-criminale locale, i collegamenti diretti ed indiretti con esponenti della criminalità organizzata degli organi elettivi e le attività amministrative poste in essere che, per le loro deviazioni dai principi di trasparenza, imparzialità e correttezza delineano un complessivo forte ‘quadro presuntivo’ di illecite interferenze e ingerenze del crimine organizzato di stampo mafioso all’interno del Comune”.


 

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