Rifiuti, Firetto diffida la Regione: "Dobbiamo conferire a Siculiana"

Per l'Amministrazione "l'imposizione" si traduce in una spesa di 6500 euro al giorno in più di quanto costerebbe portare i rifiuti solidi urbani in contrada Matarana, e sarebbe in contrapposizione con la legge del 2006 che dispone si utilizzi "uno degli impianti idonei più vicini ai luoghi di produzione o raccolta"

(foto d'archivio)

La disposizione attuativa emanata della Regione lo scorso 3 agosto, nel ridefinire il piano di conferimento dei rifiuti nel tentativo di far fronte all’emergenza in atto, ha disposto che il comune di Agrigento trasporti la propria l’indifferenziata nella discarica gestita da "Sicula trasporti". L’Amministrazione non ci sta e diffida l’Assessorato per l’Energia a revocare entro tre giorni l’atto, o si andrà per tribunali.

Secondo il sindaco Lillo Firetto e l’assessore Mimmo Fontana, infatti, “l’imposizione” si traduce in una spesa di 6500 euro al giorno in più di quanto costerebbe portare i rifiuti solidi urbani a Siculiana e sarebbe in contrapposizione con la legge 152 del 2006, la quale dispone che si ricorra ad una “rete integrata ed adeguata di impianti” che consenta “in uno degli impianti idonei più vicini ai luoghi di produzione o raccolta, al fine di ridurre i movimenti dei rifiuti stessi, tenendo conto del contesto geografico o della necessità di impianti specializzati per determinati tipi di rifiuti”.

“L’impianto più vicino ad Agrigento è quello della ‘Catanzaro Costruzioni S.r.l.’ di Siculiana, posto a pochi chilometri di distanza mentre, in forza della ‘disposizione’ il Comune di Agrigento è costretto a scaricare i propri rifiuti ad oltre 200 chilometri di distanza, a Melilli (anche se nel prospetto riepilogativo della Regione Agrigento non pare si parli di Melilli o di "Cisme", che ne gestisce l'impianto per l'appunto, ndr) . Ciò provoca, ogni giorno, un gravissimo e illegittimo danno economico all’Ente - spiegano Firetto e Fontana -. Va infatti sottolineato che dal primo di agosto la discarica di Siculiana ha riaperto con una capacità di trattamento di 140 tonnellate. Quantità certamente sufficiente per lo smaltimento dei rsu dei comuni più prossimi: Siculiana, Montallegro, Agrigento, Cattolica Eraclea. Secondo il principio della prossimità territoriale questi, e non altri, dovevano essere i comuni autorizzati ad ‘abbancare’ prima di altri”. 

Con queste motivazioni l’Amministrazione agrigentina ha, quindi, diffidato l’Assessorato regionale competente a procedere all'annullamento d'ufficio, in autotutela. “In mancanza di adempimento alla  diffida entro il termine di giorni tre dalla ricezione - hanno detto gli amministratori che per conoscenza hanno scritto anche alla Procura di Agrigento ed alla Corte dei conti - si adirà l'Autorità giudiziaria per fare dichiarare l'illegittimità o l'illiceità del provvedimento, con richiesta di accertamento delle responsabilità, ad ogni titolo, di quanti hanno concorso nella vicenda e con richiesta di addebito del danno erariale”. 

Intanto l’assessorato comunale all’Ambiente ha reso noto che “da oggi, 13 agosto, sono stati eliminati i cassonetti per la raccolta dei rifiuti dal Viale Falcone e Borsellino per concentrare tutto solo in tre postazioni:
parcheggio di Villa Pertini, ingresso eliporto e porticciolo turistico (con due diverse postazioni)”. 

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