Arrestato come scafista, ridotta la pena in appello per tunisino

I difensori dell'uomo, Luigi Troja e Samantha Borsellino, hanno chiesto l'assoluzione sostenendone l'innocenza, adesso proporranno ricorso in Cassazione

La Corte d'Appello di Palermo, accogliendo parzialmente le istanze degli avvocati Luigi Troja e Samantha Borsellino ha ridotto da sette a cinque anni la pena inflitta dal Gip del Tribunale di Agrigento al tunisino Gharby Nabil, di 24 anni, lo scorso giugno.
Il giovane tunisino era stato arrestato dai carabinieri di Siculiana nell'ottobre 2017 perché sorpreso mentre stava sbarcando circa dodici persone sulla spiaggia di Torre Salsa a Siculiana.

L'uomo era alla guida di un gommone ed era dotato di impianto satellitare, aveva con se le chiavi dell'imbarcazione, nonché due smartphone con i quali aveva ripreso con video la partenza dalla Tunisia e lo sbarco in Sicilia.
A seguito del giudizio di primo grado, il Gip del Tribunale Francesco Provenzano inflisse all'uomo la pena di sette anni di reclusione, i legali di Gharby Nabil hanno proposto appello chiedendo in primo luogo l'assoluzione ed in subordine una riduzione della pena, che in questo caso è passata da sette a cinque anni. Gli avvocati Luigi Troja e Samantha Borsellino hanno preannunciato ricorso per Cassazione al fine di dimostrare che il tunisino doveva essere assolto.
 

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