"Tentati incendi di auto", il Gup rinvia a giudizio tre uomini

Il processo a carico dei riberesi avrà inizio il 20 ottobre davanti al tribunale di Sciacca, in composizione monocratica

(foto ARCHIVIO)

Sui tentativi di incendio di cinque auto, lo scorso anno, a Ribera, e sull’incendio di un autocarro il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Sciacca, Rosario Di Gioia, ha rinviato a giudizio tre riberesi. Gaetano Clemente, di 51 anni, ed Eduardo Bordonaro, di 52, entrano nell’indagine per i tentativi di incendio, e le investigazioni riguardanti loro due sono state svolte anche attraverso intercettazioni. A Maurizio Carbone, di 44 anni, invece, si contesta l’incendio di un autocarro con le fiamme che si sono estese anche a un’abitazione vicina. Lo riporta oggi il Giornale di Sicilia. Il filo che collega quest’indagine secondo quanto ricostruito dai carabinieri in una corposa informativa trasmessa alla Procura di Sciacca che è stata un elemento centrale per la richiesta di rinvio a giudizio, avanzata al Gup dal sostituto procuratore Carlo Boranga, è l’assenza di qualunque motivazione di rilievo per la quale gli indagati avrebbero seguito messo in pratica queste condotte. Ed i mezzi erano di proprietà di anziani, casalinghe, nulla che potesse essere minimamente collegato a richieste di denaro oppure a risentimento verso queste persone.

Bordonaro e Clemente, in concorso tra loro, avrebbero appiccato il fuoco, cagionando il pericolo di un incendio, a una Fiat Panda di proprietà di una donna. Questo - secondo quanto riporta il Giornale di Sicilia - è il primo fatto accaduto e ricostruito dalle indagini, il 9 aprile 2917. Diciotto giorni più tardi il secondo pericolo di incendio, contestato a Bordonaro, ai danni di un Nissan Terrano. Il 27 aprile Clemente avrebbe appiccato il fuoco a una Bmw, sempre cagionando il pericolo di un incendio. A Clemente vengono contestati anche due fatti del febbraio dello stesso anno. Il primo, del 20 febbraio, quando avrebbe appiccato il fuoco a una Fiat Punto, cagionando il pericolo di un incendio. Il secondo, del 26 febbraio, quando per danneggiate l’auto di una donna, Clemente avrebbe appiccato il fuoco, cagionando sempre il pericolo di un incendio, a una Opel Astra.

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E poi vi è il fatto contestato a Maurizio Carbone, del 12 aprile 2017. Secondo l’accusa, per danneggiare un autocarro Fiat Scudo, avrebbe appiccato il fuoco al mezzo provocando un incendio che si è steso a un’abitazione limitrofa di proprietà di un’altra persona, diversa dal proprietario dell’autocarro. Clemente e Bordonaro sono difesi dall’avvocato Giovanni Di Caro, mentre Carbone è assistito dall’avvocato Giovanni Forte. Le difese avevano avanzato richiesta di non luogo a procedere. Per l’avvocato Di Caro, Clemente e Bordonaro sono estranei ai fatti che vengono loro contestati. Sulla stessa linea l’avvocato Forte, a difesa di Carbone, aggiungendo che il suo cliente "non aveva alcun motivo per compiere un gesto di questo genere al quale è del tutto estraneo". Il processo a carico dei tre riberesi avrà inizio il 20 ottobre davanti al tribunale di Sciacca, in composizione monocratica.

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