Soldi, ceste natalizie e villette: i doni dei Sodano al funzionario regionale

Il complesso quadro accusatorio contro i due fratelli agrigentini e contro il funzionario Gianfranco Cannova. Le intercettazioni, l'esposto di Mariella Lo Bello, la nascente discarica a Monserrato, le presunte "pressioni" di Raffaele Lombardo, la rabbia "perché Catanzaro non ci vuole ad Agrigento"

Gianfranco Cannova pochi minuti dopo l'arresto

Denaro, ceste natalizie e perfino una villetta alla Scala dei Turchi. Sarebbero questi i "doni" promessi (e alcuni ricevuti) al funzionario regionale dell'Assessorato regionale Territorio e Ambiente, Gianfranco Cannova, da parte degli imprenditori agrigentini Nicolò (detto Giovanni) e Calogero Sodano, legali rappresentanti, rispettivamente, della Sicedil Srl e della Soambiente Srl, entrambe con sede in contrada Zunica, nel quartiere di Villaseta, ad Agrigento, ed entrambe attive nel settore dello smaltimento di rifiuti.

I soldi sarebbero stati promessi al fine di avere la garanzia di una corsia preferenziale nel rilascio dei necessari provvedimenti autorizzativi per le discariche di Noto e Pachino, in provincia di Siracusa, gestite dalle società dei fratelli Sodano, talvolta omettendo atti o fornendo consulenza tecnica nella risoluzione di problematiche amministrative, o comunicando preventivamente e continuamente tutte le informazioni, anche riservate, di cui era a conoscenza il Cannova, e comunque mettendo a disposizione la propria funzione. 

Il quadro investigativo emerge dall'indagine diretta dalla Procura di Palermo e condotta dalla polizia, culminata stanotte con l'arresto di cinque persone. Oltre al funzionario regionale e ai due imprenditori agrigentini, in carcere sono finiti anche Domenico Proto, 48enne di Misterbianco (Catania), presidente della "Oikos Spa", società con sede a Catania che gestisce lo smaltimento di rifiuti, e Giuseppe Antonioli, 52enne di Armeno (Novara),  amministratore delegato della società "Osmon Spa" di Novara.

Secondo quanto emerso dalle indagini, Cannova avrebbe ricevuto dai fratelli Sodano almeno centomila euro in contanti, nonché una cesta piena di prodotti alimentari e l’offerta di una delle villette in fase di realizzazione sulla Scala dei Turchi. Tutto questo per garantire una più veloce ed esaustiva conclusione dell’istruttoria delle pratiche per il rilascio delle autorizzazioni "Aia" (Autorizzazione Integrata Ambientale), nonché degli altri atti amministrativi necessari per l’avvio, l’ampliamento ed il mantenimento degli impianti di smaltimento dei rifiuti.

Il presunto tornaconto economico, per il quale Cannova avrebbe messo il suo ufficio "a disposizione" dei fratelli Sodano, viene rappresentato dal denaro consegnato, nonché dalla promessa della villetta per vacanze, ancora in fase di progettazione, il tutto come corrispettivo del suo interessamento per il buon esito delle procedure amministrative funzionali al rilascio delle autorizzazioni in favore delle discariche dei fratelli Sodano. 

TUTTI GLI APPROFONDIMENTI E LE INTERCETTAZIONI (a cura di Silvio Schembri)

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