"Assalto ai soldi pubblici", indagini a tappeto su politici e imprenditori

L'allarme viene lanciato dalla Procura di Agrigento e dal tribunale del capoluogo. Sul fronte degli altri reati, dilaga lo spaccio di droga, mafia sempre forte

I reati contro la pubblica amministrazione sono in crescita costante, di ben il 60% rispetto allo scorso anno. Il dato è contenuto nel resoconto dell’attività svolta dalla Procura della Repubblica di Agrigento a sua volta inserito nel documento redatto dalla Corte d’appello di Palermo per l’inaugurazione dell’anno giudiziario.
Un quadro a tinte molto fosche quello fatto per la provincia, dove, al netto dei fatti di sangue e della presenza, comunque “attiva” della criminalità organizzata, sembra sempre più rilevante il peso dei cosiddetti “colletti bianchi”.
La Procura, infatti, spiega che “in coerenza con il dato già emerso lo scorso anno, si registra un netto aumento delle iscrizioni in materia di delitti contro la pubblica amministrazione in virtù di una maggior tendenza alla denuncia rispetto all’anno precedente e ad una costante attenzione riguardo al contrasto al crimine dei 'colletti bianchi'. In tale quadro di rinnovato 'assalto' alle provvidenze pubbliche – continua la Procura - si segnala l’aumento delle denunce per peculato e si conferma il trend già registrato l’anno passato riguardati i delitti concernenti le indebite percezioni di erogazioni pubbliche, in particolar modo nel campo dei rapporti di lavoro in agricoltura”.
Se, come dicevamo, i magistrati evidenziano che sul piano dei fenomeni criminali tout court si siano registrati fatti “inquietanti” come la faida tra Favara e il Belgio (il presidente del tribunale di Agrigento ha evidenziato, ad esempio, “l’assoluta immanenza e pericolosità del fenomeno criminale mafioso, nonostante i notevoli sforzi posti in essere dalla attività delle forze dell’ordine" e soprattutto "l’operatività di agguerrite e radicate associazioni per delinquere di stampo mafioso nel nostro territorio, quali estorsioni aggravate dal metodo mafioso, minacce, danneggiamenti"), gli stessi non rinunciano a ricordare, per “l’allarme sociale e la rilevanza degli interessi economici coinvolti” la vicenda del “crack” in cui è coinvolto l’imprenditore Burgio, segnala inoltre che risultano “in aumento anche il numero degli incidenti stradali con esito mortale nonostante l’introduzione dell’apposita fattispecie dell’omicidio stradale e le lesioni derivanti da inosservanza alle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro” ma anche le denunce per delitti sessuali. Agrigento risente della sua posizione nel Mediterraneo se guardiamo alle indagini sul fenomeno migratorio, con procedimenti contro presunti scafisti in numero estremamente rilevante rispetto al resto dell'Isola.
Un vero e proprio “boom” invece hanno registrato le indagini per droga, cresciute da 27 a 89 in un anno, “segnale di una rinnovata diffusione di tali sostanze” con attività di contrasto sul territorio che hanno consentito anche di scoprire “rilevantissimi quantitativi di derivati della cannabis spesso coltivata in serre con sistemi altamente efficienti ovvero prodotti in vere e proprie piantagioni estese anche diversi ettari”. Crescono  in modo “nettissimo” i reati informatici, mentre son in calo i reati contro il patrimonio per quanto siano cresciuti del 12% i furti nelle abitazioni. In crescita anche le iscrizioni per i reati ambientali e quelli per violazione delle norme urbanistiche.

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