La Scala dei Turchi si sbriciola, Procura sequestra la scogliera: un indagato

Ad essere iscritto nel registro è stato Ferdinando Sciabarrà che risulta essere catastalmente proprietario di una grossa parte dell'area battuta dai turisti. L'ipotesi di reato che gli viene contestato è di occupazione di demanio pubblico

I sigilli apposti alla Scala dei Turchi

Ore 10.50. La Guardia costiera di Porto Empedocle ha apposto i sigilli. La Scala dei Turchi, candidata a patrimonio dell'Unesco, è stata sequestrata.

A disporre il sequestro - preventivo e d'urgenza - è stato il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, che ha anche iscritto nel registro degli indagati Ferdinando Sciabarrà che è catastalmente proprietario di una grossa parte dell'area battuta dai turisti. L'ipotesi di reato che gli viene contestato dalla magistratura è di occupazione di demanio pubblico. L’operazione eseguita costituisce l’esito di un’articolata attività investigativa per accertare la titolarità della Scala dei Turchi. 

Il sequestro della Scala dei Turchi, il sindaco di Realmonte: "E' un bene pubblico e non privato"

"A fronte di un sito di immenso valore storico, paesaggistico e geologico, si deve purtroppo registrare una carente tutela dello sito stesso, verosimilmente attribuibile all'ambiguo status giuridico dello stesso" - ha scritto la Procura nel provvedimento di sequestro - . 

Fra proprietario delle particelle catastali e Comune di Realmonte, da tempo, è in corso una diatriba anche giudiziaria. "II sito viene rivendicato come di proprietà dell'indagato che ne detiene il possesso di fatto. L'indagato, da parte sua - scrivono i magistrati della Procura della Repubblica - senza avere mai effettuato alcuna opera a protezione del sito, sia dal punto di vista della tutela paesaggistica che della messa in sicurezza, ha avanzato pretese di  carattere economico sullo sfruttamento del sito e ha preteso di effettuare opere di recinzione dello stesso, così innescando un contenzioso con l Comune di Realmonte che ha contestato all'indagato la proprietà del bene".

Di Caro (M5S): "Confermata la bontà del nostro lavoro"

L'indagine della Procura di Agrigento era stata aperta nei mesi scorsi, a carico di ignoti, per inosservanza delle norme a tutela dei beni artistici, culturali ed ambientali sulla situazione nella Scala dei Turchi. Da mesi si registrano cedimenti dal costone di marna bianca. La Guardia costiera di Porto Empedocle, che ha ricevuto la delega da parte della Procura, ha sentito in questi mesi decine di persone.

L'assessore regionale Cordaro: "Bene per il provvedimento della magistratura"

"Le accurate indagini svolte dalla Capitaneria di porto hanno permesso di accertare che le ragioni del Comune di Realmonte non sono affatto  infondate" - è stato scritto sempre nel provvedimento di sequestro - . 

Nei mesi scorsi, l'associazione 'Mareamico' di Agrigento, aveva denunciato "l'eccessiva cementificazione tutto intorno" che avrebbe "modificato il normale deflusso delle acque meteoriche". 

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