"Tso" a Musso, chiesto l'annullamento: il servizio de "Le Iene" in tribunale

Gli avvocati Arnone e Principato hanno avanzato la richiesta d'acquisire il video della trasmissione "in quanto, da un lato, costituisce una vera e propria lezione di psichiatria e, dall'altro, documenta lo svolgimento degli eventi"

Quando il giovane, il 2 maggio scorso, venne bloccato

Il servizio de "Le Iene" - quello che s'è occupato del "caso" Musso - verrà visionato in camera di consiglio e i magistrati decideranno se ammetterlo o meno nel procedimento con il quale viene chiesto l'annullamento del Tso ritenuto illegittimo. Lo hanno deciso i giudici del collegio del tribunale civile di Agrigento, presidente Salvatori. Gli avvocati Giuseppe Arnone e Daniela Principato che, da ieri hanno assunto la difesa di Dario Musso, deposideranno lunedì il video della trasmissione di Italia1. 

IL VIDEO. "La pandemia non c'è" e gli fanno il tso: "Le Iene" a Ravanusa per occuparsi del "caso" Musso

Dario Musso è il giovane di Ravanusa che, lo scorso 2 maggio, è andato in giro, in auto, gridando che "la pandemia da Coronavirus non esiste" e che è stato sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio in pubblica piazza.

"Ieri si è tenuta una molto animata e rilevante udienza avanti al tribunale di Agrigento, che ha visto la contrapposizione tra gli avvocati Arnone e Principato, che difendevano Dario Musso, i suoi congiunti, le due associazioni nazionali a tutela delle vittime del Tso che si erano costituite nel procedimento, e gli avvocati Scozzari e Sutera che difendevano il sindaco di Ravanusa - hanno reso noto, con comunicato stampa, gli avvocati Arnone e Principato - . E' intervenuta anche la Procura della Repubblica, con il pm Bisso".  

Gran parte dell'udienza è stata dedicata proprio alla trasmissione de 'Le Iene', in quanto gli avvocati Arnone e Principato hanno avanzato e illustrato la richiesta che venga acquisito agli atti del procedimento il video della trasmissione, "in quanto, da un lato, costituisce una vera e propria lezione di psichiatria in materia di Tso grazie alle parole dello psichiatra intervistato e, dall'altro, - spiegano i legali - documenta inconfutabilmente lo svolgimento degli eventi". L'avvocato Arnone si è anche soffermato, per come viene ricostruito nella nota stampa che i legali hanno diramato, "sull'assenza di presupposti di legge in ordine al Tso, evidenziando la responsabilità dei due medici che hanno firmato gli atti senza porre in essere le preventiva attività sanitarie imposte dalla legge".

La Procura della Repubblica ha formalmente chiesto la perizia psichiatrica su Musso e, in replica, l'avvocato Principato ha osservato "che la perizia andava fatta prima del Tso perché adesso è viziata comunque dagli esiti del Tso". Le richieste degli avvocati Arnone e Principato sono state contrastate dai due difensori del Comune di Ravanusa che hanno effettuato, a loro volta, produzioni documentali e, soprattutto, gli avvocati Scozzari e Sutera hanno sollevato - procede la ricostruzione dei legali Arnone e Principato - quello che a loro dire sarebbe un vizio di notifica che renderebbe improcedibile il proseguo del procedimento. Il tribunale ha disposto un rinvio per sciogliere la riserva, chiedendo all'avvocato Arnone comunque di depositare il video della trasmissione affinché sia visionato dai giudici ai fini dell'ammissione o meno.  

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Gli avvocati Daniela Principato e Giuseppe Arnone, all'udienza, hanno anche sostituito i legali Massimiliano Musso, Antonio Capano, Giuseppe Romano, tutti difensori di Dario Musso e delle associazioni costituite in sua difesa. 

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