L'omicidio Carità, Vella e Patronaggio: "Il killer ha agito su ordine di un mandante"

Altre due persone sono state iscritte nel registro degli indagati per favoreggiamento, il movente da rintracciare nel precedente omicidio

La conferenza stampa di questa mattina, da sinistra Cavallaro e Carità

"Orazio Cavallaro ha agito su commissione, è stato un killer pagato da qualcuno oppure ha ucciso per ricambiare un favore". Il procuratore Luigi Patronaggio ha spiegato così le ragioni che stanno alla base dell'omicidio di Angelo Carità, freddato a colpi di pistola per strada il giorno di Pasquetta.

Dopo 6 mesi fermato il killer: è un 61enne di Ravanusa 

Cavallaro, pregiudicato e sorvegliato speciale, avrebbe preso un'auto dei familiari e sarebbe andato a uccidere Carità allungando la mano dal finestrino e sparando all'indirizzo del licatese, condannato all'ergastolo per l'omicidio di Giovanni Brunetto.

Ucciso con due colpi di pistola al volto 

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"Nel corso delle intercettazioni - ha spiegato il procuratore aggiunto Salvatore Vella che, insieme al pm Simona Faga e al tenente colonnello Rodrigo Micucci, comandante del reparto operativo ha illustrato i dettagli dell'operazione - è emerso un collegamento con il primo omicidio commesso dalla vittima. Stiamo sviluppando questa pista investigativa". 

Il video - Omicidio Carità, incastrato dalle macchie di sangue sul giubbotto

I carabinieri hanno visionato le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona per ore, fino a scoprire il passaggio di Cavallaro a bordo di un'auto presa in prestito dai familiari. "Peraltro - ha aggiunto Vella - non poteva guidare essendo sottoposto alla sorveglianza speciale per via di vecchi precedenti per armi". Gli inquirenti hanno "inchiodato" Cavallaro sulla base di altri due elementi. "In una conversazione intercettata e da altri elementi investigativi sono emersi dei punti in comune con il precedente omicidio. Su questo aspetto ci sono indagini in corso, al momento sappiamo che ha agito su commissione di qualcuno ma non ci sono altri indagati per questo fatto. Ci sono due indagati per favoreggiamento, - ha spiegato il procuratore aggiunto - perchè durante le indagini hanno cercato di sviarci". 

L'elemento decisivo che porta al fermo di Cavallaro, bloccato perchè si temeva potesse fuggire in Germania, è il ritrovamento di un giubbotto con le tracce di sangue della vittima". 

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