Rissa in pieno centro con coltello e mattone, imputato torna libero dopo la condanna

Il quarantunenne Salvatore Russo era stato arrestato dopo una maxi zuffa insieme ad altre tre persone

"Il mantenimento della misura cautelare non risulterebbe giustificato da nessuna esigenza". Con queste motivazioni il giudice Fulvia Veneziano, del tribunale di Agrigento, che la scorsa settimana ha condannato a 6 mesi di reclusione Salvatore Russo, 41 anni, gli ha revocato gli arresti domiciliari.

Il giudice, inoltre, aveva inflitto 4 mesi a Hussain Muhammad Hanif, 24 anni. I due imputati rimasero coinvolti - secondo l'accusa - nella rissa scoppiata, in pieno centro a Raffadali, il 29 gennaio. La scazzottata era stata sedata dai carabinieri intervenuti sul posto in pochi minuti. Quattro le persone che vennero arrestate e poste, in attesa dell'udienza di convalida, - su disposizione del pubblico ministero Elenia Manno - agli arresti domiciliari.

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Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, Russo e Muhammad Hanif si sarebbero scontrati con gli altri due. Russo e Muhammad Hanif, attraverso i loro difensori: gli avvocati Daniele Re e Agnesa Neculai, hanno chiesto il giudizio abbreviato. Niente dibattimento, quindi, ma un processo "allo stato degli atti", sulla base delle prove fin qui acquisite. La condanna, di fatto, è stata ridotta di un terzo. Gli altri due imputati - Stefano Vecchio, 31 anni e Daniele Militello, 33 anni, - attraverso gli avvocati Giuseppe Pedalino e Rosa Panarisi, avevano chiesto di accedere all'istituto della cosiddetta "messa alla prova": in sostanza hanno chiesto che il processo venga sospeso per svolgere un periodo di lavoro di pubblica utilità al termine del quale, se superato, otterranno l'estinzione del reato.

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