Colpo da 50 mila euro in banca, indagati dal gip: i palermitani scagionano Fragapane

I due hanno confessato ed hanno anche chiesto scusa. Nelle prossime ore il giudice per le indagini preliminari Stefano Zammuto deciderà sulla convalida del fermo

Il tribunale di Agrigento

Il giudice per le indagini preliminari, Stefano Zammuto, nelle prossime ore deciderà se convalidare - per come richiesto dal pm Chiara Bisso - o meno il fermo dei tre uomini accusati d'aver messo a segno, nel pomeriggio di lunedì, la rapina alla banca popolare Sant'Angelo di Raffadali. Durante l'interrogatorio di garanzia di stamani, i due palermitani - Umberto D'Arpa, 53 anni, e Martino Merlino, 26 anni, - hanno confessato e hanno anche scagionano il presunto basista Raffaele Salvatore Fragapane, 43 anni, di Santa Elisabetta.

I tre indagati, difesi dagli avvocati Giuseppe Barba, Salvatore Sieli ed Elena Gallo, stamani, hanno risposto alle domande del gip. I due palermitani, trovati con le banconote in tasca, hanno ammesso i fatti e hanno chiesto scusa. I due avrebbero spiegato che Fragapane, da loro conosciuto perché uno dei due era stato suo compagno di cella in passato, lo hanno incontrato solo in un secondo momento.

Il quarantenne, cugino del boss Francesco Fragapane, ha negato di ogni addebito. 

Adesso, naturalmente, s'attende la decisione del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Agrigento Stefano Zammuto. 

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