Da Raffadali a Joppolo: tutti in marcia per ricordare le vittime innocenti di mafia

Protagonisti, ancora una volta, i ragazzi delle scuole di tutta la provincia. Il prefetto Dario Caputo e il sindaco Giuseppe Portella: "Giornate come questa devono servire per dare coraggio e supporto a chi ogni giorno, a volte nel silenzio, combatte"

Un momento della manifestazione in corso Umberto

Ancora un successo per la quinta edizione della marcia Raffadali-Joppolo per ricordare le vittime innocenti di mafia, organizzata dal Comune di Joppolo Giancaxio, in collaborazione col Municipio di Raffadali. Una giornata che ha visto ancora protagonisti i ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado che sono arrivati a Raffadali da tutta la provincia per poi incamminarsi, dietro i loro striscioni, lungo il tragitto verso Joppolo Giancaxio.

Non prima del saluto e dell’intervento del sindaco di Raffadali, Silvio Cuffaro, che ha ricordato a tutti che la vera antimafia è quella spontanea dei ragazzi presenti nella piazza e non di chi dell’antimafia ne ha fatto una professione e un mezzo per fare carriera. “Cercate di riempire questa giornata di contenuti - ha detto Cuffaro rivolgendosi ai ragazzi – siete voi il nostro futuro e la nostra speranza”.

A Joppolo ad attendere l’arrivo della lunga carovana c’erano diversi sindaci della provincia di Agrigento e i più alti rappresentanti di tutte le forze dell’ordine.

Sul palco di corso Umberto c’è stato poi l’intervento del sindaco di Joppolo Giuseppe Portella e del prefetto di Agrigento, Dario Caputo, che hanno sottolineato l’importanza di giornate come questa che devono servire per testimoniare, ma soprattutto per dare coraggio e supporto a chi ogni giorno, a volte nel silenzio, combatte contro la mafia.

E lo Stato, appoggiando simili iniziative, testimonia il significato che viene attribuito da tutte le istituzioni a una battaglia difficile ma da vincere.

Particolarmente suggestiva ed emozionante la scenografia ideata dall’ex assessore di Joppolo Giancaxio, Enzo Carrubba, con tutti i ragazzi distesi in corso Umberto a simboleggiare tutti i caduti, e poi in piedi a formare l’albero della vita e del ricordo, segno di rinascita e di riscatto.

A conclusione il cantastorie Paolo Zarcone ha intrattenuto il pubblico fino all'apertura dei laboratori artistici al parco "Pippo Fava".

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