"Ha intascato prima 100 e poi 170 euro per restituire la borsa": nei guai per estorsione

A pagare le due tranche è stato il pakistano che si è rivolto ai carabinieri per chiedere aiuto

Si terrà questa mattina, davanti al giudice per le indagini preliminari Stefano Zammuto, l'udienza di convalida dell'arresto - per estorsione - del libico ventiquattrenne Hanif Hussain Muhammad. L’immigrato ha nominato quale suo difensore di fiducia l’avvocato Daniele Re.

"Si impossessò di una borsa contenenti documenti", immigrato arrestato per estorsione

Emergono intanto dei particolari sull'inchiesta che ha portato all'arresto in flagranza di reato. Secondo l'accusa, il libico si sarebbe impossessato di una borsa, contenente documenti personali che attestavano anche la presenza regolare in Italia, di un pakistano e, minacciandolo, avrebbe chiesto – stando sempre all’accusa – dei soldi per restituirgli la borsa e tutto il suo contenuto. Vi sarebbe stato un primo pagamento di 100 euro e poi, nel pomeriggio di martedì, il pakistano avrebbe versato una seconda tranche da 170 euro. Ed è proprio a questo punto che sarebbero intervenuti i carabinieri della stazione di Raffadali che hanno arrestato, in flagranza di reato, per estorsione, il libico ventiquattrenne Hanif Hussain Muhammad. 

La borsa è stata ritrovata a casa di un raffadalese 39enne e il denunciante, il pakistano, ha recuperato tutto quello che era di sua proprietà.

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