Differenziata fatta male, arrivano le multe: scoppia il caso

Fra i destinatari di una sanzione da 300 euro anche una pensionata di 86 anni che aveva sempre fatto bene la separazione dei rifiuti. L'assessore Nello Hamel s'è detto disponibile a verificare e a trovare una soluzione

(foto ARCHIVIO)

Dal talloncino – con la scritta: “Non correttamente differenziato” - lasciato sul mastello o sul sacchetto dei rifiuti, s’è passati alle multe. Perché, appunto, la differenziata non è stata fatta perbene. Già diversi agrigentini si sono ritrovati sotto il naso, la sanzione da 300 euro. Ma è diventato un caso quanto è accaduto ad una pensionata di 86 anni. La donna ha regolarmente conferito nel proprio mastello pochi piatti di plastica che sino al giorno prima erano considerati differenziati se posti nel secco residuo. Poi, appunto, l’amara – e agli occhi della stessa pensionata, inspiegabile, - scoperta.

Sui social è scoppiato il pandemonio. Perché ad essere colpito è stato un soggetto fragile che, sempre, scrupolosamente, aveva fatto la raccolta differenziata. Dilagando un autentico sdegno per quanto accaduto, un’agrigentina ha scritto: “Oggi sarei tentata di salire in macchina con i miei sacchi orgogliosamente differenziati e sperimentare la sensazione di disinteresse e impunità nel lanciarli dove capita, disposta a pagare senza rimorso il costo aggiuntivo della bonifica dei siti che mi trovo comunque a pagare per colpa di altri, sicuramente furbi e incivili. Chi, se non lei, aveva parlato – ha scritto la donna rivolgendosi all’assessore all’Ecologia Nello Hamel - di applicazione delle sanzioni solo in caso di recidiva? Regole cambiate in corso d’opera e rigore eccessivo solo con i più deboli. E’ così che oggi mi appare questa enorme macchina messa in moto tra mille inefficienze, colpevoli negligenze e un’infinità di difficoltà di fronte alle quali in tanti abbiamo deciso di pazientare, non so adesso quanto opportunamente”.

Il consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle, Marcella Carlisi, ha già messo a disposizione il modello dello scritto difensivo da inviare al sindaco Lillo Firetto. “Potete inviare, prima del ricorso reclamo, - ha scritto Marcella Carlisi – uno scritto difensivo al sindaco che, come autorità che ha emanato l’ordinanza, può annullare la multa. Potete mandarlo via Pec: servizio.protocollo@pec.comune.agrigento.itufficio.gabinetto@pec.comune.agrigento.ito portarlo al protocollo del Comune di Agrigento”.

Le proteste, per delle multe ritenute ingiuste, sono aumentate con il passare delle ore: “Anche io sono stato sanzionato. E faccio correttamente la differenziata e pago il doppio di un milanese per la spazzatura – ha scritto, sui social, un agrigentino - . Mai ho ricevuto diffide o inviti a meglio differenziare, direttamente una multa esagerata. Sto mandando il reclamo al Comune, ma non nutro molte speranze. Se non mi viene tolta la multa non divento migliore di prima – ha, legittimamente arrabbiato, continuato - . Per prima cosa faccio venire Striscia e Le Iene”. L’assessore comunale all’Ecologia, Nello Hamel, pubblicamente (ossia sui social), si è impegnato a verificare: “C’è una separazione di poteri e sulle multe – ha spiegato – non decido io. Tuttavia non declino la responsabilità, soprattutto in un contesto che vede coinvolte persone fragili (il riferimento è alla pensionata ottantaseienne ndr.) che hanno manifestato la volontà di differenziare”. Hamel ha, infatti, cercato un contatto per cercare di fare chiarezza e trovare una soluzione. 

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