Indennità di carica non ridotte del 30 per cento, è botta e risposta in consiglio comunale

Il gruppo politico "Racalmuto prima di tutto" accusa gli assessori di non aver mantenuto le promesse, loro si difendono spiegando che i soldi verranno utilizzati per fini sociali

La sede del Municipio di Racalmuto

E' botta e risposta tra i componenti del consiglio comunale di Racalmuto sulla questione delle indennità. La discussione parte infatti da Angelo Licata, cittadino vicino al gruppo "Racalmuto prima di tutto" oggi all'opposizione che, pubblicando la delibera della giunta comunale, accusa gli assessori, alcuni dei quali appartenenti al gruppo "Lista Borsellino" di non aver proceduto, a differenza di quanto fatto in passato, alla riduzione dell'indennità del 30 per cento pe tutti i mesi del 2017, causando in questo modo un danno ai cittadini. Questa delibera di giunta riguarda il bilancio 2017, approvato nel settembre di quest'anno, dopo una serie di emendamenti avanzati dall'opposizione, che hanno causato uno stravolgimento del documento iniziale, e riguarda l'intero anno. 

Proprio su questi emendamenti si basa la risposta del gruppo oggi di maggioranza, in seguito alla sfiducia mancata del sindaco Messana, i quali invece accusano il gruppo "Racalmuto prima di tutto", di aver causato un danno ai cittadini attraverso un documento previsto nel bilancio in cui si bloccano dei fondi destinati inizialmente per la manutenzione stradale e altre opere, e che invece verranno utilizzati per l'acquisto di due autovetture per i dipendenti degli uffici comunali e materiale informatico, come computer e stampanti per gli uffici per una somma di circa 540mila euro.

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Inoltre i consiglieri e gli assessori del gruppo "Lista Borsellino" fanno notare che parte dell somme incassate dalle indennità, come già accaduto in passato, verranno spesi per altri fini, per progetti e iniziative delle associazioni, ma anche per frenare il fenomeno del randagismo o per degli aiuti in ambito sociale. 

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