Incendio "divora" centinaia di balle di fieno, avviate le indagini

L’ipotesi investigativa privilegiata è quella dolosa. I pompieri hanno impiegato oltre quattro ore per avere ragione sulle alte fiamme

Il fuoco ha inghiottito tutte le balle di fieno – diverse centinaia – e ha devastato il fabbricato all’interno del quale erano custodite. E’ stata una notte d’inferno, quella fra lunedì e ieri, in contrada Castelluccio alla periferia di Racalmuto. I vigili del fuoco del distaccamento di Canicattì hanno dovuto lavorare per oltre quattro ore prima di riuscire ad avere ragione sulle fiamme e prima di mettere tutto in sicurezza. Delle indagini si stanno occupando i carabinieri della locale stazione.

L’Sos è stato raccolto, durante la notte, dalla centrale operativa dei vigili del fuoco di Agrigento. Pompieri che, nelle ultime settimane, faticano e non poco a far fronte alle centinaia e centinaia di richieste di intervento per incendi. Uomini che, alla sala operativa, devono – rapidamente – stabilire la priorità d’intervento per la prima squadra che si rende disponibile. In contrada Castelluccio, alla periferia di Racalmuto, si sono dunque precipitati i vigili del fuoco del distaccamento di Canicattì. Idranti alla mano i pompieri, pienamente consapevoli del fatto che riuscire ad avere la meglio su un incendio fieno non è semplicissimo, hanno lottato per quattro ore prima di riuscire a spegnere il rogo e prima di riuscire a mettere in sicurezza il fabbricato. Delle centinaia di balle di fieno non è rimasto molto però. Le fiamme hanno, di fatto, letteralmente inghiottito ogni cosa.

Soltanto dopo che lo stabile è stato messo in sicurezza, i pompieri – assieme ai militari dell’Arma della stazione di Racalmuto – si sono occupati della cosiddetta verifica tecnica: l’ispezione ed accertamenti per stabilire la natura dell’incendio. Non è stato trovato nulla, tanto almeno ieri veniva ufficializzato. L’ipotesi investigativa privilegiata, trattandosi di balle di fieno, è però quella dolosa. La struttura è risultata essere di proprietà di un imprenditore agricolo. 

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