Tagliato il contributo alla fondazione Sciascia, Sgarbi: "Pensiamo ai fondi per l'attrazione turistica"

Il sindaco di Racalmuto Emilio Messana e il componente del Cda della fondazione Felice Cavallaro hanno lanciato un accorato appello: "Superiamo le contraddizioni, per poter essere all'altezza della nostra storia"

Vittorio Sgarbi alla fondazione Leonardo Sciascia

"La presenza, a Racalmuto, per omaggiare Leonardo Sciascia, di quattro assessori regionali ha acceso i riflettori sulla 'Strada degli scrittori'. Non vorremmo però restare accecati dalle luci di questi riflettori. Ci bastano le lampadine". E' con queste parole che il giornalista Felice Cavallaro, componente del Cda della fondazione Sciascia, ha richiamato l'attenzione sul taglio dei contributi che ha subito anche la fondazione dedicata allo scrittore racalmutese: dai 90 mila euro previsti  gli verranno assegnati 31.500 euro. "Stupenda la previsione del biglietto elettronico per la Valle dei Templi - ha commentato Cavallaro - . Ma perché non inserire un euro in più per visitare la Farm Cultura Park e un euro in più per visitare la fondazione Sciascia?". 

Anche il sindaco di Racalmuto, Emilio Messana, ha evidenziato le contraddizioni: "Per raggiungere la miniera di sale dell'Italkali abbiamo dovuto percorrere strade del terzo mondo. E se c'è una struttura così bella come la fondazione Sciascia è inammissibile che, anno dopo anno, il contributo si riduca inesorabilmente. Queste contraddizioni le dobbiamo risolvere - ha lanciato, diplomaticamente, un appello - . Siamo all'inizio dell'anno nuovo e all'inizio del nuovo Governo, siamo fiduciosi che si possano creare le premesse per una mobilitazione in nome della cultura e che si possa far risorgere, con forza e slancio, il nostro paese, per poter essere all'altezza della nostra storia".

L'assessore regionale ai Beni culturali, Vittorio Sgarbi, non è sembrato tirarsi indietro dinanzi a questi accorati appelli: "Sono venuto a Racalmuto non per fare attività pastorale da assessore, ma per il simbolo che Sciascia è per me. Ho dovuto tagliare e ne ha patito anche questa fondazione. E' qui, con me, l'assessore Pappalardo e con il Turismo si può immaginare un contributo come vettore di una attività d'attrazione turistica". 

"Non vogliamo fare un cenacolo letterario per pochi intimi, ma contaminare, usare i nomi di questi scrittori per accrescere le attività produttive in questa area, miscelando turismo e cultura - aveva spiegato, poco prima, Felice Cavallaro "patron" della "Strada degli scrittori" - . Perché si consideri, partendo dalla produzione di Sciascia, il motore propulsivo di un nuovo, possibile, sano, onesto business. Un arracchimento culturale che possa sganciare i giovani dalle pagine di Facebook e trasferirli sulle pagine degli autori. Dobbiamo portare queste pagine aprendo i teatri, attivando le scuole di teatro, attivando un rapporto con il consorzio universitario di Agrigento, il tutto per il rilancio di una zona che ha al  centro Agrigento. Con la candidatura, che può riuscire o non riuscire, di capitale della cultura 2020, ma certamente con la data dei 2.600 della fondazione. Fra due anni, restando alle date da ricordare, saranno 30 anni dalla morte di Sciascia, nel 2021: i 100 anni dalla nascita. Quello che vogliamo fare è usare la 'Strada degli scrittori' come rete per mettere insieme tutto ciò che già esiste. Spero che ci si metta insieme con coloro che organizzano le settimane pirandelliane, coloro che lavorano alle Fabbriche Chiaramontane, coloro che lavorano al centro Russello di Favara".

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