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Pubblicità elettorale e giornalismo, l'Assostampa riferisce all'Ordine dei giornalisti

La sezione provinciale dell'Assostampa deferirà al Consiglio dell'Ordine di Sicilia quei colleghi che sono venuti meno ai doveri della professione in materia di pubblicità elettorale

Redazione24 aprile 2012

La sezione provinciale dell’Assostampa deferirà al Consiglio dell’Ordine di Sicilia quei colleghi che sono venuti meno ai doveri della professione in materia di pubblicità elettorale. “In questi giorni – spiega il segretario provinciale Stelio Zaccaria - sono state riferite alla segreteria dettagliate informazioni, secondo cui alcuni colleghi appartenenti a testate diverse si sono occupati, in queste settimane, di procacciare pubblicità elettorale, hanno trattato il prezzo e fissato i termini contrattuali contravvenendo alle norme professionali. Di questi gravissimi comportamenti è stata informata la segreteria regionale e ogni segnalazione sarà fornita all’Ordine per il ripristino della correttezza, della trasparenza e della legalità”.

Proprio oggi pomeriggio, in osservanza all’impegno assunto il 4 marzo scorso nel corso dell’Assemblea dei giornalisti al Palacongressi, è tornato a riunirsi il gruppo di lavoro della segreteria provinciale che sta proseguendo la stesura di un documento complessivo sulla deontologia. I fatti di questi giorni confermano la necessità che tutti i giornalisti agrigentini prendano maggiore coscienza delle regole della professione. Il giornalista che a qualsiasi titolo si occupa di procacciare pubblicità elettorale risponde infatti di violazione del divieto di pubblicità  contenuto nella norma deontologica dell'art. 2  della legge 69/1963, che impegna i giornalisti “a promuovere la fiducia fra stampa e lettori”.  

Tutte le norme deontologiche che vogliono il giornalista estraneo ad iniziative di carattere pubblicitario sono a tutela della credibilità  di chi fa informazione, del diritto dei cittadini “di ricevere notizie corrette, sempre distinte dai messaggi pubblicitari”, e scongiurano il rischio di commistione tra pubblicità e informazione. La pubblicità è per sua stessa natura incompatibile con la firma di un giornalista. Le violazioni della disciplina su pubblicità e informazione sono sanzionate in sede disciplinare. I direttori responsabili sono chiamati a vigilare sul rispetto delle norme deontologiche e rispondono personalmente delle commistioni tra pubblicità e informazione.

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